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Manager e impiegati Ubi col fiatone: non per la Borsa ma per la partita allo Juventus Stadium

Dalla panchina i rispettivi mister delle due squadre, Sonnino e Ranica, ce l’hanno messa tutta per incitare e stabilire tattiche.

Mentre Bonucci svuotava l’armadietto, allo Juventus Stadium il campo da gioco, venerdì pomeriggio, è stato calpestato e animato dai manager di Ubi Banca. Una sorta di contrappasso dantesco o, senza disturbare il sommo poeta, una specie di casual friday di una banca orientata sì ai mercati mondiali, attenta però anche ai momenti di puro svago.

Obiettivo: fare gruppo, senza distinzione di ruoli. L’importante era sapere calciare, e qualcuno ha dimostrato di non averlo dimenticato. Non da meno avere fiato a sufficienza.

Una simpatica iniziativa pure commerciale dati i rapporti di sponsorizzazione con la Juventus, che ha visto una cinquantina di manager e impiegati del Gruppo Ubi tornare a calzare le scarpette da calcio e darsi battaglia su un campo tanto ufficiale quanto troppo grande per non arrivare sfiniti e con i muscoli indolenziti all’agognato appuntamento del… mettiamoci a tavola.

Eppure qualche vecchia e non dimenticata qualità – non solo bancaria – si è intravista: senza essere Buffon, tra una parata di un portiere come Tartaglia e talune sgroppate del consigliere delegato il pomeriggio alla maggior parte è volato. Non sarebbe finito mai: il tempo per rimettere giacca e cravatta e discutere di tattiche e ruoli è stato rimandato al lunedì successivo.

Dalla panchina i rispettivi mister delle due squadre, Sonnino e Ranica, ce l’hanno messa tutta per incitare e stabilire tattiche.

Per un pomeriggio non ci sono state le solite passioni personali di juventini , milanisti, interisti e atalantini: si doveva correre e ben figurare agli occhi dei colleghi.

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