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Grazie a Roger che da neo pensionato mi ha accompagnato ad Assisi foto

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Sembrava che non volesse mai arrivare, rallentava il passo, si fermava ad ogni uliveto, contemplava ogni scorcio della Basilica in lontananza… Roger, il gigante buono venuto apposta dalla Svizzera, da Saviese, per accompagnarmi in questi 10 giorni!

“Volevo iniziare la pensione con un qualcosa di speciale, ebbene non avrei potuto trovare di meglio” mi ha detto questa mattina salutandomi in stazione. Ha finito i suoi 40 anni di lavoro in ospedale il 30 giugno ed il 5 luglio ha preso il treno da Sion per raggiungerci a Sansepolcro dove c’erano ancora Rosy e Flavio. Due giorni di cammino tutti insieme appassionatamente poi i Rota’s sono ripartiti!

È stata dura questa via di San Francesco per lui, gigante svizzero abituato ai dislivelli ma non troppo al caldone italiano di questi giorni. Su e giù con più di 30 gradi già alle 10 di mattina. E poi i letti troppo piccoli con i piedi che sbattevano contro le sbarre di ferro al fondo del letto! A lui, un metro e 95 centimetri serve un letto matrimoniale per poterci dormire di traverso. E così di fronte a questa richiesta alcuni ostellanti pensavano che fossimo una “coppia in erba” , come disse AnnaRita a Valfabbrica. Ah ah ah vai tu ogni volta a spiegare il nostro unico legame di amicizia! Anche questo fa parte del gioco e quando poi ci hanno visto arrivare le suore con la stessa maglietta gli hanno pure chiesto se eravamo sposati! Aahahah

E così Roger giovedì 13 luglio ha rallentato assai il passo, non voleva arrivare ad Assisi, non voleva concludere il suo cammino come previsto. Gli è talmente piaciuto che stamane mi ha detto che tornerà per fare da Siena a Roma sulla Via Francigena. La magia del cammino che ti coinvolge, ti estranea e ti assorbe… i ritmi giornalieri: la sveglia alle 6, due stiramenti anche solo nel letto, una girata di caviglie, sacco veloce, colazione e via… l’unico pensiero è il cammino, mettersi in moto e lasciarsi condurre!

Non si ha più l’orologio al polso, non più un pensiero se non dove dormire la notte stessa. Ma in effetti quest’anno sembra che nemmeno quello sia più un problema: calo drastico dei pellegrini secondo gli ostellanti. Chissà, forse il caldo, il terremoto dicono in tanti…Ma come? Ed io che vengo proprio per questo! Che paura ha la gente? Statisticamente è più pericoloso andare in giro in auto che morire per un altro terremoto. ù
Ma la vogliamo far ripartire questa Italia o no? Rivogliamo dare lavoro alla gente locale? Perché non venire in vacanza in Italia? Perché sempre tutti esterofili? Abbiamo il paese più bello del mondo e lo snobbiamo! Per me è un piacere ed un onore mostrare a Roger tutte queste bellezze ed al tempo stesso scoprirle io stessa, perché, per carità, io parlo ma i miei viaggetti all’estero me li son fatti! Su, venite qui, venite, non abbiate paura! Si parla tanto di Bio di eco, di cozzaglie varie e poi si vedono i piccoli coltivatori locali abbandonare questi campi perché non c’è lavoro, paesini bellissimi ma abbandonati dai giovani per lo stesso motivo.

Lo dico da sempre: l’Italia potrebbe vivere di turismo e invece pochissimi italiani su questa via… e gli svizzeri ce li devo portare io.

Comunque,  ritorniamo al cammino, a fine giornata ad Assisi ci siamo arrivati: otto ore per fare 14 chilometri. Presa più che con calma, con l’ultimo pranzo nell’ “orto degli ulivi” sotto al bosco di San Francesco e poi su fino alla Basilica: un arrivo emozionante! Il timbro sulla credenziale e il rilascio dell’attestato ufficiale del cammino! E poi non potevamo mancare alla Messa del Pellegrino celebrata in Basilica con tanto di chiamata nome per nome sull’altare a noi “pedestri” per la benedizione solenne! Insomma, più di così.
Il giorno dopo, per concludere in bellezza il “tour religieux” , ci siamo sparati la visita alle sette chiese più importanti di Assisi (ma altro che sette sarebbero da visitare).

Roger ha infine rinunciatario alla visita guidata da un frate di ben 2 ore e un quarto alla Basilica Superiore. Eh, sì, quando è troppo è troppo. Ma io me la sono ben gustata: grazie cari “fratelli frati” e “sorelle madri”, come dice mamma Rosa!

Un altro pezzo di percorso è fatto e tutti questi ricordi me li porto nel sacco che però sembra sempre più leggero: la magia del cammino continua…

Passo passo 40ª tappa Assisi
Passo passo 40ª tappa Assisi
Passo passo 40ª tappa Assisi
Passo passo 40ª tappa Assisi
Passo passo 40ª tappa Assisi
Passo passo 40ª tappa Assisi

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