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A Valleve 120 migranti e 133 abitanti, il sindaco: “Per noi non sono una risorsa”

Richiedenti asilo politico nella frazione di San Simone. Parla il sindaco di Valleve, Santo Cattaneo

Negli ultimi mesi nella celebre località sciistica San Simone, una frazione di Valleve, sono giunti circa 120 richiedenti asilo in un hotel della zona. La notizia ha creato alcuni malumori fra le istituzioni e per questo abbiamo deciso di intervistare il sindaco di Valleve Santo Cattaneo.

Qual è la situazione attuale dei migranti a Valleve?
“Ad oggi sono accolti all’interno dell’Hotel San Simone circa 120 persone su un territorio che conta circa 133 abitanti. Un numero eccessivo se si considera il numero massimo di persone accoglibili per Legge (circa 3 migranti ogni 1000 abitanti). Un numero che ci porta ad affermare come la presenza dei richiedenti asilo abbia ormai pareggiato la popolazione indigena”.

Qual è stato l’impatto sulla popolazione del Comune che lei rappresenta?
“L’impatto per il momento non è stato negativo, in quanto i migranti non hanno creato alcun problema. Loro scendono in paese ad acquistare cariche telefoniche e sigarette, per il resto rimangono all’interno dell’albergo, se non scelgono addirittura di scendere verso Foppolo. Il vero problema è per coloro che posseggono qui seconde case, in quanto ritengono la presenza dei richiedenti nociva al valore dei propri immobili”.

Che cosa potrebbe fare il Comune di Valleve per arginare l’emergenza immigrazione?
“Più di così non possiamo far altro. Non abbiamo fatto alcuna richiesta per accogliere nessuno, è stato il Prefetto di Bergamo dell’epoca, Tiziana Costantino, a telefonarmi qualche ora prima dell’arrivo dei migranti avvertendomi che sarebbero giunte queste persone all’Hotel San Simone. L’unica cosa che possiamo sperare è che non arrivino altre persone”.

I migranti possono esser una risorsa per un Comune come il suo?
“No, non credo possano esser una risorsa per noi. La loro presenza sta già rovinando la stagione estiva che porta a popolare il paese di turisti, mentre per la stagione invernale vedremo se sarà possibile aprire gli impianti oppure se saremo costretti a continuare ad accogliere i richiedenti asilo. Quel che è certo è che se continueranno anche d’inverno ad accoglierli lassù dove scende anche più di un metro di neve, noi non andremo di certo ad aiutarli”.

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