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Mojitos, mare, relax… ma attenti, d’estate arrivano brutte sorprese dai politici

Beppe Crespolini alle Canarie

Seduto su un comodo divano, cerco di dominare il dolore provocato dall’aver ingoiato troppa paella di mariscos. L’isola sulla quale mi trovo è perennemente battuta da un forte vento proveniente dall’oceano. Le nuvole si rincorrono nel cielo ed oscurano a tratti l’azzurro intenso del cielo.

E quando il sole riesce a far capolino tra una nuvola e l’altra, trafigge con i suoi raggi penetranti la pelle bianca di coloro che, come me, abitano a latitudini nordiche.

Ho trascorso una notte terribile con un acuto dolore al fianco destro. La sensazione era come se una lama di coltello fosse entrata a trafiggere gli organi interni di quella parte del corpo. Ho ingoiato un antidolorifico, nella speranza che producesse in fretta l’effetto di calmare quel male e ho cercato di assopirmi, cullato dal lamento del vento che continuava a soffiare e a piegare le foglie delle palme verso l’oceano dalle acque di colore blu cupo.

Qui, per fortuna momentanea, non riesco a connettermi con canali televisivi italiani, cosa che mi rasserena l’anima e mi consente di evitare arrabbiature, pur nella convinzione che poi sarò di nuovo sommerso dalle vicende che continuano a tormentare il nostro Bel Paese.

Se non fosse per il sibilo continuo del vento, penserei di trovarmi in un mondo sereno, nonostante i colori del paesaggio varino dal grigio scuro al nero, tipici delle terre ricoperte di una spessa coltre di lava. La natura, questa realtà dotata di una forza portentosa, riesce comunque a far sì che alcune forme vegetali, quali le palme e l’aloe, riescano a trovare nutrimento sufficiente al loro sviluppo. Perfino alcuni tipi di vite vengono coltivati e affondano le radici in questa terra nera, ricca di ferro e di altri minerali utili alla crescita.

Qui, dove stormi di giovani arrivano da tutte le nazioni d’Europa, non si sentono, se non molto attutiti, gli echi delle vicende che determineranno l’assetto politico del continente nei prossimi decenni.

Spensieratezza, mojitos, musica e relax sono gli ingredienti che alimentano ogni giornata della gioventù, dal sorgere del sole fino a notte inoltrata.

Lingue e culture diverse diventano come un saporito cocktail di frutti che costituiranno una sola gustosa bevanda. E’ l’aria della fiesta mobile che trova spazio in ogni parte della costa, trapuntata di bar e di ristoranti.

Le case, le ville e le costruzioni abitative plurifamiliari, mai troppo alte, connotano ogni orizzonte con il colore bianco di cui sono dipinte. Black and White, i due colori opposti e tanto apprezzati dagli stilisti, sono il naturale ingrediente cromatico che caratterizza i paesaggi.

Giganteschi cactus decorano i giardini e fiancheggiano alcune strade di quest’isola. Ma l’ingrediente che più la identifica è il vento, talora utile a raffreddare le pelli scottate dal sole, talora fastidioso e impertinente, sbuffo senza tregua dell’oceano che la circonda che potrebbe far girare migliaia di pale eoliche e diventare ricchezza energetica per i residenti.

Le han chiamate Canarie queste isole. Fatico non poco a pensare come l’esile canarino possa reggere le bordate di un vento teso che, instancabile, spazza l’isola. Per qualche giorno lascerò che l’occhio si distenda su questi paesaggi lunari.

Riprenderò poi ad occuparmi dei fatti “nostri” e delle vicende che raramente inducono serenità, pensieri pacati e distesi. In fondo, si tratterà solo di valutare quale sarà l’impatto delle decisioni settembrine, trasformate poi in leggi, che circoscriveranno gli spazi entro i quali potremo muoverci noi ma che, soprattutto, marcheranno i limiti dello spazio di crescita dei nostri figli. Il mio auspicio è che la pausa feriale e il sole facciano maturare le teste dei nostri governanti attuali e futuri e che illumini ai loro occhi lo scenario nel quale si muove la gens italica, da loro così negletta.

E consentitemi un suggerimento che viene dall’analisi del passato: state sempre comunque vigili e pronti perché, quando meno ve l’aspettate, la nostra litigiosissima classe politica potrebbe, con abili giochi di parole, servirci un fine ferie fatto di sorprese meno rilassanti e meno dolci del sole delle meritate e agognate vacanze.

Buone vacanze a tutti.

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