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“Wonder woman”, o meglio, la nascita della super-eroina

Tecnicamente, non si tratta di Wonder Woman. O per lo meno non ancora. Si tratta, infatti, della “genesi” di quella che diventerà l’eroina in costume a stelle e strisce.

Titolo: Wonder Woman

Regia: Patty Jenkins

Attori: Gal Gadot, Chris Pine, Robin Wright, Danny Huston

Durata: 141 minuti

Giudizio: ***

L’eroina dei fumetti, creata nel lontano 1941 dall’ultra femminista William Moulton Marston e interpretata successivamente da Lynda Carter nell’omonima serie negli anni ’80, è tornata in un nuovo lungometraggio firmato DC Universe. Nota già al pubblico grazie alla produzione di film apprezzabili come la trilogia di Christopher Nolan, L’uomo D’acciaio, Batman vs Superman e Suicide Squad, DC tuttavia non era ancora riuscita ad accendere nello spettatore l’interesse sperato. Fino a questo momento. Sembrerebbe, infatti, a giudicare dai notevoli incassi, che il rilancio della tanto amata supereroina possa ridare nuova linfa a tutta la produzione.

Innanzitutto bisogna dire che, tecnicamente, non si tratta di Wonder Woman. O per lo meno non ancora. Si tratta, infatti, della “genesi” di quella che diventerà l’eroina in costume a stelle e strisce. Non aspettatevi, quindi, di vederla nelle vesti tipiche dell’immaginario comune, ma piuttosto, in quelle della principessa Diana, figlia della Regina delle Amazzoni.

Zeus, al fine di proteggerle da Ares, il Dio della guerra, ha raccolto le Amazzoni su un’isola paradisiaca, racchiusa entro una bolla invisibile. Ed è entro questa bolla che Diana, fin da piccola, smania per diventare una combattente. Nonostante i tentativi della madre Hippolyita di impedirglielo, Diana riesce di nascosto ad allenarsi con la zia Antiope (interpretata da Robin Wright) fino a diventare, una volta adulta, la più forte tra le Amazzoni. Un giorno, un aereo varca i confini della bolla e precipita al largo dell’isola, spezzandone bruscamente l’armonia. Diana corre subito in soccorso e riesce a salvare la vita dell’affascinante pilota. Si tratta del comandante Steve Trevor (interpretato da Chris Pine) il quale, frastornato dalla bellezza della sua salvatrice, le confessa di avere informazioni importanti riguardo i super cattivi tedeschi (il Generale Lundendorff e la Dottoressa Maru) che, se consegnate immediatamente agli inglesi, potrebbero dare una svolta alla Grande Guerra. Diana, riconoscendo i segni della mano di Ares, lo convince a farsi accompagnare in Francia, al fronte, per affrontare una volta per tutte il Dio della guerra e porre fine al conflitto.

Si tratta indubbiamente, e appare ovvio fin da subito, di una storia d’amore, che si evolve nella maniera più canonica e lineare possibile. Tuttavia, c’è qualcosa nella dolcissima ingenuità della protagonista, interpretata favolosamente da Gal Gadot, che rende il tutto sì semplice, ma comunque innegabilmente piacevole. Estremamente apprezzabili anche, e forse più di tutto, le spettacolari scene di lotta e di azione, girate in ralenti, dove il corpo femminile, non più visto come una miniatura di quello maschile, viene finalmente valorizzato in tutta la sua autonomia e in tutta la sua, seppur a volte esagerata, forza. Sebbene, come ho già detto, non si tratti dell’eroina che tutti amiamo e conosciamo, tuttavia questa pellicola, semplice ma efficace, costituisce un buon trampolino di lancio per quella che sarà l’evoluzione e infine il ritorno dell’unica e inimitabile Wonder Woman.

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