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Mura&ricordi: ero lì, vedevo gli aerei che bombardarono Dalmine, mio padre al lavoro allo stabilimento foto

Il primo ricordo sulle Mura arrivato in redazione è quello di Alberto Sangalli ed è davvero toccante.

Il primo ricordo sulle Mura arrivato in redazione è quello di Alberto Sangalli ed è davvero toccante.

Sono nato in Città Alta, 78 anni orsono, in via Porta Dipinta a pochi passi dalle Mura. In particolare lo spalto di Sant’Agostino e quello dell’acquedotto erano il mio “Parco giochi” e su quei prati posso affermare di aver vissuto la mia infanzia.

Il primo ricordo mi riporta al 4 luglio 1944, quando con altri amichetti, assistetti al passaggio degli aerei che si dirigevano su Dalmine per il triste bombardamento. Mio padre lavorava nello stabilimento e si salvò miracolosamente. Ancor oggi mi pare di vedere quegli “spilli” che, luccicando nel cielo azzurro, lentamente si muovevano da est verso ovest e la colonna di fumo nero che si alzava dietro la collinetta del “Fortino” di San Giacomo.

Ma le mura, fortunatamente, non sono state solo lo scenario di una tragedia ma anche l’avventura di poter assistere alle gare motociclistiche che annualmente si svolgevano su quel circuito.
Ricordo le barriere innalzate nelle vie laterali per impedire l’ingresso dei “portoghesi” e i sovrappassi (specialmente quello di Porta San Giacomo), che permettevano ai pedoni di recarsi nella città bassa e viceversa. Ogni anno era necessario escogitare un metodo, per noi ragazzi, di infiltrarsi al mattino presto muniti di qualche frutto in attesa delle gare. Era una gara a nascondino tra noi e gli addetti alla sorveglianza.

E ancora, per spirito di emulazione, successivamente le gare tra noi sull’anello delle mura spingendo i cerchi di bicicletta con dei manici di filo di ferro adattati. Oppure le folli discese con i “carrettini”, muniti di cuscinetti a sfera, dal baluardo del Seminario sino a Porta San Giacomo. Eravamo gli inconsapevoli precursori del “soap box rally”.

Questi sono solo alcuni di questi ricordi e, forse tedierei raccontandone tanti altri. Ho cercato di raccoglierli in un libro “I racconti del nonno”, che probabilmente qualcuno avrà già letto, lasciando alla fantasia dei lettori immaginare quanto Città Alta e la sua cinta muraria fossero parte integrante della nostra vita quotidiana.

Alberto Sangalli

Se hai ricordi o immagini particolari delle Mura di Bergamo scrivi a bergamonews@gmail.com

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