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Paolo Cognetti, vincitore del premio Strega, presenterà il libro a Ornica

Paolo Cognetti, fresco vincitore del Premio Strega 2017, il 1° settembre presenterà il suo libro "Le otto montagne" (Einaudi) per la rassegna "Pagine verdi".

Paolo Cognetti, fresco vincitore del Premio Strega 2017, arriverà a Ornica. L’autore presenterà il suo libro “Le otto montagne” (edito Einaudi) e racconterà la sua passione per il mondo in alta quota.

L’incontro è in programma venerdì 1° settembre alle 15.30 alla Baita del Forno e concluderà la rassegna “Pagine verdi – cultura, colture e natura nel parco”.

Cognetti era il favorito della vigilia per l’assegnazione del prestigioso premio letterario e ha confermato i pronostici aggiudicandoselo. Il suo ultimo lavoro, intitolato “Le otto montagne” ha ottenuto 208 voti ed è stato un largo trionfo: al secondo posto Teresa Ciabatti ha totalizzato 119 voti per “La più amata” (Mondadori) e al terzo Wanda Marasco con 87 voti per “La compagnia delle anime finte” (Neri Pozza). Al quarto Matteo Nucci con “È giusto obbedire alla notte” (Ponte alle Grazie) con 79, al quinto Alberto Rollo con “Un’educazione milanese” (Manni) con 52 voti.

Cognetti vince il Premio Strega

La giuria contava 660 votanti: ai 400 Amici della Domenica e ai 40 lettori forti selezionati dalle librerie indipendenti italiane dell’Ali, si sono aggiunti 200 intellettuali e studiosi italiani e stranieri scelti da 20 istituti italiani di cultura all’estero e 20 voti collettivi espressi da scuole, università e biblioteche. A presiedere il seggio, Edoardo Albinati, vincitore della scorsa edizione del Premio Strega.

Nel commentare il riconoscimento ottenuto, sulla propria pagina Facebook, Cognetti scrive: “Questa vittoria la dedico proprio alla montagna che è un mondo abbandonato, dimenticato e distrutto. Io mi sono votato a raccontarla, a fare il portavoce”.

Lo scrittore, milanese ma valdostano di adozione, è nato nel 1978 e ha cominciato a scrivere verso i 18 anni. Nel 2004 ha esordito come narratore all’interno dell’antologia ‘La qualità dell’aria’, curata da Nicola Lagioia e Christian Raimo. Successivamente ha pubblicato due raccolte di racconti “Manuale per ragazze di successo” nel 2004 e “Una cosa piccola che sta per esplodere” nel 2007. Poi, nel 2012 ha scritto “Sofia si veste sempre di nero”, romanzo composto da una serie di racconti.

“Le otto montagne”, pubblicato lo scorso 8 novembre, si può considerare il suo primo romanzo in senso stretto. È stato venduto in 30 Paesi e aveva già conquistato il premio Strega Giovani, assegnatogli da una giuria di studenti. Inoltre, giovedì 6 luglio ha visto la prima edizione del Premio Strega Off con il 57% dei voti calcolati proporzionalmente tra riviste, blog letterari e pubblico presente alla serata aperta a tutti che si è svolta parallelamente nel Giardino Monk di Valle Giulia, a Roma.

Paolo Cognetti

Il romanzo racconta il valore dell’amicizia e degli incontri e l’amore per le alte vette: una storia che vede al centro della scena due ragazzi e le montagne della Val d’Aosta dove nascono la loro amicizia, l’esplorazione, la crescita e le fughe. Il protagonista, Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo “chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso” ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E li, ad aspettarlo, c’è Bruno: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, “la cosa più simile a un’educazione che abbia ricevuto da lui”. Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: “Eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino”. Un’eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.

Le otto montagne

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