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Tallinn, vertice verso il fallimento per le proposte italiane

Al no della Francia e della Spagna si sono aggiunti anche la Germania e il Belgio.

Il vertice informale a Tallinn si sta rivelando un fallimento per le proposte dell’Italia. Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha dichiarato la necessità di una “regionalizzazione” del soccorso, termine riferito all’apertura dei porti della costa meridionale europea alle navi che recuperano migranti nel Mediterraneo.

Francia e Spagna si sono già astenuti dalla proposta dichiarando che i loro porti sono già sotto troppa pressione. Madrid ha ribadito la propria decisione: “L’Italia ha chiesto aiuto, e noi vogliamo dargliene, ma i porti della Spagna sono sottoposti ad una pressione importante nel Mediterraneo occidentale, aumentata del 140%, che impone anche a noi un grosso sforzo per i salvataggi in mare» riferisce il ministro dell’Interno spagnolo Juan Ignacio Zoido.

Al no della Francia e della Spagna si sono aggiunti anche la Germania e il Belgio. “Non sosteniamo la cosiddetta regionalizzazione delle operazioni di salvataggio” annuncia immediatamente il ministro tedesco Thomas de Maiziere. Theo Francken, ministro belga per l’Asilo e politica migratoria, aggiunge ” non credo che apriremo i nostri porti”. Il ministro per la Sicurezza e Giustizia olandese Stef Blok spiega: “Aprire più porti europei ai migranti soccorsi non risolverà il problema. Bisogna pensare al ruolo che i porti africani potrebbero avere, porti come quelli di Tunisia ed Egitto ad esempio”.

Nemmeno il commissario UE per l’immigrazione Dimitris Avramopoulos concorda con la proposta italiana di cambiare il mandato per la missione Frontex Triton: “Triton ha già un mandato ben definito, si tratta di migliorare l’attuazione di quanto già deciso”.

Altro argomento importante della riunione di Tallinn è la ricollocazione dei rifugiati riconosciuti in Italia e in Grecia. Qui l’Italia si va a scontrare con il Gruppo di Visegrad, composto da Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, contrari a fare qualsiasi redistribuzione dei migranti. Minniti, però, pretende impegni concreti che superino l’appello generale ad “accelerare la ricollocazione a vantaggio dell’Italia”.

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