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Laghi bergamaschi promossi dall’Ats, ma non da Legambiente: chi ha ragione?

Secondo l'Agenzia di Tutela della Salute nei nostri laghi ci si può tuffare serenamente. Per Legambiente, invece, ci sono ancora molte zone inquinate dove non si potrebbe fare il bagno. Proviamo a fare un po' di chiarezza

Secondo l’Ats nei nostri laghi ci si può tuffare in tutta tranquillità. Per Legambiente, invece, ci sono ancora molte zone inquinate dove non si potrebbe fare il bagno. Il monitoraggio effettuato dagli operatori dell’Agenzia di Tutela della Salute (presentato lo scorso 22 giugno) ha infatti valutato le acque bergamasche del lago “eccellenti” e utilizzabili senza rischi per la balneazione (leggi qui); ma secondo quello di Legambiente (rendicontato ieri, lunedì 3 luglio) la situazione non sarebbe poi così rosea. Tecnici e biologi hanno pubblicato i dati dei campionamenti effettuati sul lago d’Iseo tra le province di Bergamo e Brescia: “Sei punti su 9 indagati risultano inquinati o fortemente inquinati”, ha rilevato l’associazione ambientalista, puntando il dito contro “i sistemi di collettamento insufficienti” e “gli scarichi fognari non depurati”.

Valutazioni diverse, dunque: “Questo perché l’Ats effettua i campionamenti sulla riva delle spiagge e non vicino a porti, scarichi o foci di torrenti – afferma Dario Balotta, presidente del circolo Legambiente Basso Sebino -. Noi, invece, andiamo a monitorare tutti quei luoghi dove la gente fa il bagno, compresi quelli dove sarebbe meglio non farlo e dove andrebbero esposti dai Comuni cartelli di divieto alla balneazione”.

La stessa associazione, in una nota, ha scritto che “quello di Legambiente è un campionamento che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali delle Ats locali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni”.

Criteri diversi che portano a valutazioni diverse: da una parte la balneabilità (Ats), dall’altra la qualità (Legambiente). Ecco qui le due ricerche a confronto:

ATS

I controlli microbiologici sulla qualità dell’acqua di balneazione riguardano le 32 località bergamasche individuate sulla sponda bergamasca del lago d’Iseo, sul lago di Endine, sul laghetto Piangaiano di Endine Gaiano e sul laghetto Giudici di Rogno. I campionamenti sono stati effettuati dall’Ufficio di Sanità Pubblica di Trescore Balneario, mentre le analisi microbiologiche sono eseguite dal Laboratorio di Sanità Pubblica di Bergamo.

I risultati emersi dimostrano che la conta degli enterococchi intestinali e degli escherichia coli, batteri presenti nelle acque del lago, non risulti significativa rispetto ai limiti imposti dal Decreto Ministeriale 30 marzo 2010. Di conseguenza le acque sono da considerarsi sicure.

Le operazioni di campionamento delle acque di balneazione del Lago hanno previsto, come da normativa, l’uso di due soli indicatori: escherichia coli e enterococchi intestinali che rappresentano la migliore corrispondenza possibile tra inquinamento di origine fecale e ripercussioni per la salute nelle acque destinate a scopi ricreativi. L’attività di campionamento delle acque del lago di Iseo è stata garantita dai tecnici del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’Ats Bergamo, congiuntamente con le varie autorità e istituzioni interessate fra cui l’autorità di Bacino Lacuale dei Laghi di Iseo, Endine e Moro. I campioni per le analisi microbiologiche sono stati poi analizzati dai rispettivi Laboratori di Sanità Pubblica.

“Le acque utilizzate ai fini della balneazione possono, potenzialmente, rappresentare una causa di rischio per la salute dei bagnanti a seguito di fenomeni di inquinamento causati dalla presenza di microrganismi patogeni o di altri elementi alteranti. Per tale motivo è necessario verificarne la qualità. Gli operatori dell’Ats Bergamo – sottolinea la dottoressa Doris Crevatin, responsabile dell’Ufficio di Sanità Pubblica di Trescore Balneario – effettuano sul lago d’Iseo analisi a cadenza bimensile, durante la stagione balneare, mensile il resto dell’anno, mentre sugli altri laghi ‘minori’ il monitoraggio si svolge solo durante la stagione balneare e con cadenza mensile. Rispetto a questa ultima valutazione sul lago d’Iseo possiamo dirci più che soddisfatti per quanto riscontrato: le acque si sono dimostrate di qualità eccellente”.

Il giudizio sulla qualità delle acque viene formulato attraverso un sistema di classificazione che prevede quattro classi di qualità: scarsa, sufficiente, buona, eccellente; tuttavia al fine di garantire un adeguato livello di tutela della salute dei bagnanti, a inizio stagione, viene fissato un “valore limite” oltre il quale si reputa necessario avviare l’obbligo di immediata adozione dei provvedimenti di divieto temporaneo di balneazione.

LEGAMBIENTE

Differente è il lavoro di analisi svolto da Legambiente. “La Goletta dei Laghi – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – è uno strumento importante dell’associazione per indagare le criticità dei bacini lacustri, soprattutto dove vengono rilevati i rischi più elevati di inquinamento, sia legato all’elevata pressione antropica che all’affluenza di scarichi civili nel bacino. Purtroppo negli ultimi anni abbiamo visto pochissimi passi avanti rispetto all’annoso problema del collettamento fognario dei comuni interni e i pochi depuratori presenti non riescono a raccogliere tutte le acque reflue. Una lentezza imbarazzante, che ci espone anche alle procedure d’infrazione europee. Al centro della campagna anche il problema delle microplastiche presenti nel lago. Lo scorso anno abbiamo rilevato, campionando tre diverse aree del lago, una media di 40mila particelle per kmq”.

In base a quanto è emerso dal monitoraggio scientifico – effettuato in determinati punti individuati anche grazie alle segnalazioni dei cittadini tramite SOS Goletta* – sul Lago d’Iseo il laboratorio di Goletta dei Laghi ha evidenziato problematiche già rilevate nelle edizioni passate della campagna per quanto riguarda 6 dei 9 campioni oggetto dell’indagine microbiologica. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come ‘inquinati’ i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e ‘fortemente inquinati’ quelli che superano di più del doppio tali valori. Nel monitoraggio vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo lungo le rive dei laghi: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano nel lago.

Sulla sponda bergamasca risultano fortemente inquinati i campioni prelevati alla foce del torrente Borlezza a Castro e della foce del fiume Oglio a Costa Volpino. Si rileva un miglioramento rispetto al monitoraggio del 2016 per quanto riguarda il canale presso la spiaggia Bar delle Rose nel comune di Costa Volpino e la foce del torrente Rino nel comune di Tavernola Bergamasca, che risultano entro i limiti di legge.

“Tutti gli anni rileviamo le stesse criticità sul lago d’Iseo – dichiara Massimo Rota, presidente Legambiente Alto Sebino –. È chiaro da tempo che occorre un intervento strutturale sul sistema della rete fognaria, perché in caso di eccesso di acqua gli sfioratori di piena riversano acqua non depurata direttamente nel fiume e quindi nel lago. Il problema della mancanza di collettamento della Valle Camonica, i cui scarichi finiscono per essere trasportati dall’Oglio al Sebino, resta ancora una priorità da risolvere, ne va della salute sia dei cittadini, che fanno il bagno e pescano nelle acque del lago, ma anche dell’intero ecosistema lacustre”.

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