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Datome a Bergamo: “Mio nonno era di qui, sempre belle queste serate di sport” fotogallery

Il capitano della Nazionale italiana di basket, ospite della quarta edizione del King of the Pilo, ha regalato spettacolo dentro e fuori dal campo.

Migliaia di persone al campetto di via Rosolino Pilo, migliaia di euro (9.000) raccolti a favore dell’Associazione Genitori e Persone con sindrome di Down: è riuscito tutto alla perfezione nella quarta edizione del King of The Pilo, torneo di street basket giunto quest’anno alla sua quarta edizione.

Ospite clou della giornata il capitano della Nazionale italiana di basket Luigi Datome, a Bergamo per pagare pegno dopo la scommessa “social” persa con il giovane tifoso bergamasco Fabio Viscardi (LEGGI QUI): “Ho sottovalutato la potenza della rete – ha ammesso il giocatore del Fenerbahce – Sono venuto a fare questa partita, ho visto che l’evento aveva un grande seguito e mi è venuta l’idea di fare delle magliette e di vendere le mie del Fenerbahce per poi devolvere tutto in beneficenza”.

E così ha fatto, da vero uomo di parola, Gigi Datome che tra una schiacciata accompagnata dai boati del pubblico e una miriade di foto e magliette firmate, ha passato più di otto ore in compagnia degli appassionati bergamaschi: con lui l’amico Martin Castrogiovanni, ex pilone della Nazionale italiana di rugby, David Moss, americano della Leonessa Brescia, Diego Flaccadori, talento bergamasco dell’Aquila Trento ed Elisa Penna, bergamasca d’America con la maglia di Wake Forest College.

“Ho chiesto a Martin (Castrogiovanni ndr) di dare una bella lezione a Fabio, io lo ammazzerò – ha scherzato Datome – La prossima volta sicuramente sparerò molto già alto se qualcuno mi chiederà una cosa simile: già mi hanno chiesto quanti retweet sarebbero serviti per farmi tagliare la barba. Ho risposto un miliardo”.

Sempre a disposizione dei fan, Datome ha dato ovviamente il meglio di sé sul campo, dove tutti lo aspettavano: giocate sopraffine, tanti momenti divertenti e anche emozionanti, come quando si è caricato sulle spalle la piccola Emma, bambina con la sindrome di Down, e le ha permesso di depositare un pallone a canestro tra l’ovazione del pubblico. 

Al pubblico accorso per ammirare le sue gesta sicuramente non era noto il legame di sangue tra Gigi e Bergamo, città che visitava per la prima volta: “Ho avuto solo il tempo di lasciare le mie cose in albergo ma vi svelo una cosa – ha rivelato ai nostro microfoni – Mio nonno, Luigi Toti, è nato e vissuto a Bergamo fino ai 20 anni quindi per un quarto sono bergamasco”.

“Mi piace sempre andare al campetto – ha concluso Datome – Serate come questa sono bellissime: serate di sport, serate d’estate. Spero possa aiutare il movimento a crescere e che tanta gente si possa avvicinare a questo sport”.

Ora vacanza fino al 21 luglio, poi Datome penserà alla Nazionale: nella sua toccata e fuga a Bergamo intanto ha dimostrato di non essere solo un grande professionista ma anche di essere uomo d’onore che ha accettato con filosofia la sconfitta e l’ha trasformata in una straordinaria vittoria benefica. 

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