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Il procuratore rincara la richiesta: “Ergastolo e 6 mesi di isolamento per Bossetti” foto

“Con la prova del Dna c’è la certezza della responsabilità e da una serie di circostanze ed elementi indiziari abbiamo la sicurezza di aver trovato il colpevole: la condanna in primo grado all’ergastolo per l’imputato è, dunque, una sentenza ineccepibile e incontrastabile”.

Ne è certo il sostituto procuratore generale di Brescia Marco Martani, che al processo d’Appello ha confermato la richiesta del carcere a vita per Massimo Bossetti, condannato un anno fa dalla Corte d’Assise di Bergamo, e ha rincarato la richiesta con 6 mesi di isolamento diurno per aver “incolpato ingiustamente un collega, Massimo Maggioni”.

Si è chiusa così la prima giornata del procedimento di secondo grado per il brutale delitto di Yara Gambirasio, scomparsa da Brembate di Sopra il 26 novembre 2010 e ritrovata cadavere tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola.

Il carpentiere di Mapello si è presentato in aula come sempre abbronzatissimo e sicuro di sé. Ha salutato sorridendo la moglie Marita Comi, la mamma Ester e la sorella Laura Letizia. Ma durante il lungo e dettagliato intervento di oltre 6 ore della pubblica accusa, ha manifestato segnali di nervosismo: “Non posso star qua a sentire queste idiozie”, ha sbottato a un certo punto, prima di essere calmato dalle guardie giurate e redarguito dal presidente della Corte Enrico Fischetti.

Lo sfogo è arrivato mentre Martani stava parlando delle fibre ritrovate sul cadavere della 13enne, compatibili con quelle dei sedili del furgone Iveco del carpentiere. Secondo la ricostruzione, Yara sarebbe salita sul mezzo quella sera con l’invito di un passaggio da parte di Bossetti, che poi l’avrebbe colpita probabilmente dopo un’avances sessuale respinta. Un movente comunque mai chiarito, che “solo la povera vittima e l’imputato conoscono, ma che lui non ci dirà mai”, ha proseguito il procuratore.

“Le fibre – ha spiegato – rappresentano comunque uno degli indizi a contorno della prova regina del Dna”, quello di ‘Ignoto 1’, il figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, con il quale Ester Arzuffi avrebbe avuto una relazione. Materiale genetico che venne rintracciato su slip e leggings della tredicenne e “con assoluta certezza attribuibile a Bossetti”.

I legali dell’imputato, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, hanno invece provato la carta di una fotografia satellitare del campo di Chignolo scattata nel gennaio 2011: secondo la difesa dimostrebbe che il cadavere di Yara non si trovava lì e che quindi sia stata uccisa da un’altra parte per poi essere trasportata in un secondo momento, da qualcuno che non era Bossetti.

“Un finto colpo di scena”, lo hanno bollato Andrea Pezzotta ed Enrico Pelillo, avvocati della famiglia Gambirasio, che anche stavolta ha preferito non presenziare all’udienza.

La prossima udienza è stata fissata per giovedì 6 luglio, con la relazione del pool difensivo di Bossetti: Salvagni e Camporini hanno annunciato altre sorprese.

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