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Villongo, la tragedia dopo la tentata aggressione: uomo muore investito fotogallery video

L'uomo si sarebbe appostato fuori dal luogo di lavoro di una donna che da tempo subiva le sue persecuzioni: nel tentativo di sottrarsi all'aggressione sarebbe salita in auto e lo avrebbe investito accidentalmente.

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Un tentativo di aggressione finito in tragedia: sarebbe questa la dinamica dell’incidente nel quale, nella mattinata di lunedì giugno, un uomo ha perso la vita.

È successo attorno alle 8.30 in via Roma a Villongo, all’interno del parcheggio della biblioteca: una donna, Donatella Chiari di Chiari (Bs) 44enne impiegata in biblioteca, si è trovata faccia a faccia con un uomo 44 anni, Beshmata Agron, di origini albanesi, anche lui residente a Chiari, che da tempo pare la perseguitasse.

Nella mattinata di lunedì, però, l’uomo si è presentato fuori dal luogo di lavoro della donna con un coltello e lei, per sottrarsi al tentativo di aggressione, è salita in auto e scappata: nella concitazione del momento l’albanese si è aggrappato allo specchietto dell’auto ed è stato investito accidentalmente, morendo poco dopo a causa delle ferite riportate nell’impatto, traumi al torace e al capo.

Sul posto si sono precipitati i mezzi di soccorso e i carabinieri di Bergamo e Sarnico che, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica Gianluigi Dettori, stanno indagando sull’accaduto e facendo i rilievi del caso: la polizia locale di Villongo ha chiuso al traffico la zona.

La donna è stata portata in ospedale all’Habilita di Sarnico per dei controlli e cure a un braccio dove sarebbe rimasta lievemente ferita nell’alterco con l’uomo. Successivamente è stata interrogata nella caserma dei carabinieri di Chiari: al momento non è comunque in stato di fermo.  

“Sono scossa per l’accaduto – ha commentato il sindaco di Villongo Maria Ori Belometti – La donna non aveva mai dato segnali di turbamento e stamattina mi sono trovata di fronte a una scena raccapricciante, con l’aggressore a terra, moribondo. Sono sbalordita”.

Donatella Chiari da circa un anno era stata trasferita dagli uffici comunali in biblioteca dopo l’indagine sulle timbrature sospette.

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