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L’allarme delle Province: “Senza fondi strade e scuole insicure saranno chiuse”

Il presidente dell'Upi: "La nostra capacità d'investimento è crollata del 62% e il patrimonio pubblico che gestiamo, 130mila chilometri di strade e le 5.100 scuole superiori italiane, si sta deteriorando in maniera pericolosa"

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“I servizi che non possono più essere svolti, perché le strade mettono a rischio gli automobilisti o le scuole non sono sicure, saranno chiusi”. Lo ha detto il presidente dell’ Upi (Unione delle Province d’Italia) Achille Variati, aprendo a Bologna i lavori del seminario sullo stato della finanza delle Province. “Non possiamo essere noi a prenderci colpe delle scelte sbagliate di Governo e Parlamento che non hanno voluto assicurare con la manovra le risorse necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini'”, ha poi continuato.

Dal 2013 al 2016 le entrate delle Province sono scese del -43% e la spesa complessiva si è quasi dimezzata, arrivando a -47%. L’82% delle entrate proprie vengono sottratte dai territori e trattenute nel bilancio dello stato, invece di finanziare, come prescritto dall’art. 119 della Costituzione, i servizi locali.

“Un quadro scoraggiante – ha detto Variati – che oltre a rappresentare chiaramente lo stato di crisi finanziaria delle Province dimostra come da tre anni a questa parte ci sia stato impedito di fare programmazione. La nostra capacità di investimento è crollata del 62% e il patrimonio pubblico che gestiamo, 130 mila chilometri di strade e tutte le 5.100 scuole superiori italiane, si sta deteriorando in maniera pericolosa. Per questo non intendiamo dare l’intesa sulla ripartizione dei fondi del tutto insufficienti riservati dalla manovra alla sicurezza di strade e scuole. Non vogliamo abituarci, come qualche volta ci sembra di cogliere nei nostri interlocutori istituzionali, a navigare tra le macerie”.

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