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“Abbiamo paura e la politica è sempre più distante dai cittadini”

Domenico Piccolo, classe '88, riflette sulle ultime dolorose notizie di cronaca: la morte di Erica in seguito alla paura di Torino e la scomparsa tra le fiamme di Gloria e Marco a Londra.

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Negli ultimi giorni è accaduta una serie di eventi dolorosi che mi hanno toccato dal punto di vista personale e sociale scatenando alcune riflessioni che facevo già da tempo.

A Torino, dopo diversi giorni di lotta disperata è morta ieri Erica, la ragazza che si trovava in Piazza San Carlo sabato 3 giugno per accompagnare il suo ragazzo a seguire la Finale di Champions League ai Maxischermi allestiti per l’occasione. Dopo essere stata travolta dalla folla impaurita che scappava, ha subito danni notevoli al torace e alla testa e poi non ce l’ha fatta.
A Londra, in piena notte, esplode la Grenfell Tower di Latimer Road, a due passi da Notting Hill e Holland Park. Scene devastanti, e persone che muoiono, tra le quali Gloria e Marco, due giovani studenti che si erano trasferiti a Londra in cerca di un po’ di fortuna.

Questi due terribili episodi hanno qualcosa in comune, qualcosa che sta agitando l’animo delle persone. Non solo quelle sopravvissute ma pure chi da lontano osserva sgomento morire gente in situazioni davvero incredibili. Ciò che sta al fondo è una pericolosa solitudine nel quale sono lasciati spesso i cittadini, orfani di istituzioni che al posto di occuparsi dei problemi quotidiani della gente, si azzuffano per storie che poco hanno a che vedere con la politica, quella vera.

Infatti, se pensiamo che con una diversa organizzazione, più scrupolosa e più attenta al momento attuale (infarcito da un clima pesante, di paura e sfiducia nei confronti del prossimo) si sarebbe potuto evitare lo scempio di Piazza San Carlo, è pure triste constatare come con un’ attenzione maggiore alle norme di sicurezza, in materia di incendi e materiali utilizzati, non avremmo assistito inermi a scene terrificanti come quelle di Londra, dove si è salvato chi ha avuto la forza e il coraggio, oltre che la fortuna di ripararsi o di essere soccorso dai Vigili del Fuoco.

Con ciò voglio solamente manifestare come la nostra civiltà (se così la possiamo ancora definire) soffre di un incauto abbandono da parte dei nostri simili. Cioè sempre meno (e per fortuna esempi luminosi non mancano) si è propensi ad aiutare, ad ascoltare, a comprendere e poi dopo, a trovare soluzioni.
La classe dirigente o chi occupa ruoli di responsabilità non sempre riesce a vedere i bisogni del cittadino, che domanda o che attende risposte ben più importanti di sondaggi elettorali o referendum incalzanti.
Questo finché non si viene toccati in prima persona o, come si dice, ci scappa il morto. Perché ci deve essere sempre qualcuno che fa da capro espiatorio per poter aprire gli occhi? Non ci potremmo muovere prima? La prevenzione è qualcosa di serio. E non vale solo per i nostri denti, ma per qualcosa di più sacro, come la Vita e la Dignità della persona.

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