BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Donizetti Night, quando la lirica si trasforma in febbre del sabato sera

La Donizetti Night di sabato 17 giugno è stato un successo inaspettato: 47 mila persone hanno invaso le vie del centro per festeggiare Gaetano Donizetti. Ma non tutti giudizi sono positivi

La Donizetti Night di sabato 17 giugno è stato un successo inaspettato: 47 mila persone hanno invaso le vie del centro per festeggiare Gaetano Donizetti. 

Povero Gaetano, avrà passato la serata a rivoltarsi nella tomba. Mi piacerebbe davvero sapere quante di quelle 47 mila persone hanno mai assistito o ascoltato una messa in scena dell’Elisir d’Amore o, addirittura, quanti siano mai entrati dentro il Teatro Donizetti. Non dubito che alla serata abbiano preso parte i grandi appassionati di opera lirica che da sempre frequentano lo storico teatro bergamasco e amano le dolci note di Gaetano, ma, ahimè, le storie pubblicate su Instagram o i post su Facebook, mi fanno temere che la maggior parte di quelle 47 mila persone non saprebbe neanche canticchiare “Una furtiva lagrima.” E ancora, credo proprio che ai fan dell’opera lirica non servisse certo una serata per risvegliare l’amore per il grande Maestro che ritrovano sempre nella stagione operistica a Teatro. Questo lo so bene perché tra quegli appassionati ci sono anche io.

Ma ormai l’abbiamo capito: Bergamo è la città degli eventi. L’avete notato, vero? Ogni weekend (o quasi) c’è un grande evento: che sia la Notte Bianca, la Notte dello Sport, la Strawoman, la Camminata nero azzurra, la Donizetti Night. Chiamatelo come volete, tanto è solo un nome dietro cui nascondere un’occasione per rendere Bergamo un circo dove perdersi e alienarsi dalla realtà che ci circonda, convincendoci che con questi eventi la nostra città stia davvero cambiando passo. La Donizetti Night, in questo caso, è stato solo un modo per nascondere la festa dietro al titolo di “serata culturale”, dimostrando che l’amore per Donizetti non è solo di quelle 1500 persone che può contenere lo storico teatro, ma di ben 47mila!

Il parallelo è d’obbligo e la mente non può che andare alle 48 mila persone presenti all’inaugurazione della nuova area OrioCenter o alle migliaia di giovani fuori dall’Accademia Carrara per il Dj set di Elijah Wood in occasione della riapertura della Pinacoteca, in confronto allo scarso dato di visite l’anno al museo bergamasco: solo 1100 ingressi.

Non sono contro le feste, intendiamoci. Ma come tali devono essere chiamate, senza essere nascoste dietro finti motivi culturali o sentimenti patriottici. Facciamo festa, divertiamoci, rendiamo viva Bergamo, ma lasciamo stare questo tipo di “cultura”, perché temo che la felicità di quelle 47 mila persone sia stata dovuta solo alla vivacità del centro che per una volta non si è presentato deserto. Certo, un Dj set di musica techno in Piazza Pontida non ha aiutato ad indirizzare i pensieri verso la musica lirica. 

Auguro al Teatro Donizetti di risvegliarsi fra due anni e di poter rivedere tutte quelle persone che in massa sono accorse per festeggiare Gaetano, confidando nell’intento educativo che una Night, comunque, nasconde dentro di sé. 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Natasa

    Amo la lirica e frequento regolarmente i teatri. Ieri sera ho visto un coro di bambini cantare insieme a dei coristi professionisti. Si divertivano, per loro quella musica era una festa. Crescendo questo seme potrà germogliare. Entrando nei cortili (alcuni raramente accessibili) ho visto persone attente e interessate ascoltare arie donizettiane. Forse per qualcuno una novità assoluta. È un male? Preferiamo ritrovarci tra noi e celebrare il rito snob della cultura solo per pochi? Preferiamo che le masse rivolgano la loro attenzione verso intrattenimenti più “popolani”? Ci fa sentire bene mettere della distanza?
    Io no. Vorrei che sempre più gente aprisse i propri orizzonti e ben vengano tutte le iniziative che a questo mirano!!