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Parcheggio Blu, in fiamme 51 auto: incendio doloso o cortocircuito? foto

Sale a 51 il bilancio delle auto danneggiate. La relazione dei Vigili del fuoco parla di cortocircuito alla batteria di una vettura, ma ci sono stati altri fatti sospetti negli anni scorsi in altri Parking

Sale a 51 il bilancio delle auto danneggiate nel rogo avvenuto nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 giugno al Parcheggio Blu di Grassobbio. Praticamente la quasi totalità delle 53 posteggiate al primo piano dell’area privata di via Orio al Serio 1.

I mezzi danneggiati appartengono tutti a viaggiatori in partenza dall’aeroporto Il Caravaggio di Orio al Serio e che faranno ritorno in questo fine settimana: prima di partire avevano lasciato la vettura lì, pensando fosse al sicuro, per poi raggiungere lo scalo con uno dei bus navetta.

Incendio Grassobio

Le fiamme si sono propagate intorno alle 2, in modo repentino, secondo alcuni dipendenti di turno in quel momento. Sono stati proprio loro a chiedere l’intervento dei vigili del fuoco, giunti sul posto con tre squadre, tredici uomini in tutto: hanno lavorato fino alle 5 per domare il rogo. Fortunatamente non ci sono stati feriti né intossicati.

Dalla relazione redatta dai pompieri intervenuti e che sarà consegnata ai carabinieri del nucleo investigativo che stanno indagando sull’episodio insieme ai colleghi di Zanica, la prima ipotesi sarebbe stata quella di un cortocircuito alla batteria di una delle auto posteggiate: l’incendio sarebbe partito da lì, per poi avvolgere l’intero piano e gli altri mezzi parcheggiati.

Incendio Grassobio

I militari stanno comunque cercando di approfondire la vicenda per capire meglio come siano andate le cose: al momento non tralasciano nessuna ipotesi, non escludendo nemmeno quella del gesto doloso, con eventuali motivazioni da chiarire.

Ad ora non ci sarebbero comunque elementi che farebbero propendere per una delle ipotesi. Le telecamere di sorveglianza pare non abbiano ripreso nulla di anomalo.

Il Parcheggio Blu è aperto da circa tre anni e conta una decina di dipendenti. Prima di quanto accaduto giovedì notte, non c’erano stati altri episodi simili.

Incendio Grassobio

Un caso che comunque fa tornare alla mente quel che è successo negli anni scorsi ai parcheggi dell’aeroporto, in particolare a un paio delle undici strutture gestite da privati. Al Fly Parking, in via Orio come il Parcheggio Blu, la sera del primo dicembre del 2011 uno sconosciuto entra e spara un colpo di pistola al titolare, gambizzandolo.

Tre mesi più tardi, la sera tra il 17 e il 18 marzo l’uomo di guardia al Fly Parking viene rapinato, in modo sospetto, per un bottino di ottomila euro.

Il 15 maggio nella notte prende fuoco un bus navetta dello stesso parcheggio, comprato da poco.

Il titolare, Daniele Todisco, decide così di cedere la struttura dalla propria società, la Damasco srl di Brescia, alla Gepark di Somma Lombardo, che ha già in gestione il Park to Fly di via Aldo Moro.

Gli episodi sospetti si spostano così su quella struttura: il 30 giugno del 2011 prendono fuoco 13 auto, anche in questo caso in modo strano. E poi il 29 ottobre un’altra rapina, a volto coperto e pistola in pugno, il 29 ottobre dalla dinamica anomala e con un bottino di tremila euro.

Per questi raid in quattro sono stati riconosciuti colpevoli e condannati dal giudice del tribunale di Bergamo per aver esercitato una serie di pressioni per far sì che il Fly parking venisse ceduto a loro: Achille Pagliuca a 4 anni e 10 mesi come “gambizzatore”, Roberto Gotti a 5 anni e 9 mesi, Davide Pregnolato a 3 anni e 10 mesi, Claudio Pellegrino a 4 anni e 9 mesi.

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