BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Morta a 31 anni dopo un bypass gastrico: archiviazione per 25 medici e infermieri

Non è stata riscontrata nessuna responsabilità medica per la morte di Sara Roncucci, madre di due figli, deceduta il 27 dicembre 2016 per le complicazioni a seguito di un intervento di by-pass gastrico

Non è stata riscontrata nessuna responsabilità medica per la morte di Sara Roncucci, 31enne di Latina, madre di due figli di 12 e 3 anni, morta il 27 dicembre 2016 nella casa di cura “Habilita” di Zingonia dove stava effettuando la riabilitazione per i gravi danni neurologici subiti dopo un intervento di mini by-pass gastrico effettuato all’ospedale “Le Scotte” di Siena. Le complicazioni a seguito di un intervento di by-pass gastrico affrontato per perdere i chili di troppo (leggi qui).

Il pm della Procura di Bergamo ha chiesto l’archiviazione per 25, tra medici e infermieri, di tutte e tre le strutture coinvolte (Bergamo, Latina e Siena).

Etichettato inizialmente come un caso di “mala sanità” la vicenda della giovane donna di latina inizia il 2 settembre 2016 quando la giovane, a causa del peso eccessivo si sottopone a un intervento chirurgico di “mini by pass gastrico” all’ospedale “Le Scotte” di Siena. L’operazione sembra perfettamente riuscita: l’8 settembre Sara, che prima godeva di ottima salute, viene dimessa e torna a casa, a Latina.

La notte seguente, tuttavia, la 31enne accusa forti dolori addominali, coliche e vomito, e viene trasportata in ambulanza dal personale del 118 al pronto soccorso dell’ospedale S. Maria Goretti di Latina, da dove però viene subito dimessa dopo brevi accertamenti: le riscontrano un lieve versamento di liquido e la rimandano a casa prescrivendole un antidolorifico.

I dolori però persistono e a quel punto, l’indomani, 10 settembre, il suo compagno la riporta personalmente al pronto soccorso dell’ospedale di Latina, dove la situazione precipita in poco tempo: mentre la sottopongono alla Tac va in arresto cardiaco e i medici devono rianimarla. L’esame evidenzia una grave emorragia addominale, che il chirurgo in servizio addebita alla rottura di una “graffetta”, uno dei punti interni del by pass gastrico praticatole pochi giorni prima, a Siena. La operano d’urgenza per bloccare l’emorragia con peritonite (ha perso molto sangue) e la trasferiscono in Rianimazione, in coma farmacologico.

Dopo un mese di incertezza in Terapia Intensiva, durante il quale va incontro ad altre problematiche, tra cui una grave crisi respiratoria, e viene sottoposta anche alla tracheotomia, il 18 ottobre Sara Roncucci viene nuovamente operata per ripristinare la canalizzazione gastrica, le sospendono il coma farmacologico e le inseriscono un sondino per l’alimentazione. I medici la dichiarano presto fuori pericolo, purtroppo però l’arresto cardiaco e le successive vicissitudini cliniche hanno causato nella paziente danni neurologici importanti: apre solo gli occhi.

Dopo un altro mese di degenza nel nosocomio di Latina, il 7 dicembre viene trasferita presso una clinica specializzata nella riabilitazione neurologica, la Habilita di Zingonia. La diagnosi d’ingresso è delicata: “Disordine della coscienza con stato di veglia non responsiva, doppia emiplegia, disfagia, deficit di controllo del capo e del tronco”, tutte conseguenze, si suppone, dell’encefalopatia anossico/ischemica secondaria all’arresto cardiocircolatorio subito il 10 settembre.

Durante il mese di dicembre la donna, pur essendo ancora in stato di incoscienza dal punto di vista neurologico, manifesta buone condizioni di salute generale, ma il 26 dicembre la situazione precipita definitivamente: il giorno di Santo Stefano il fratello nota che la sorella ha problemi di respirazione dovuti a forte catarro, che un’infermiera provvede ad aspirare. Ma poco dopo la mezzanotte, alle 0.40 di lunedì 27 dicembre, i familiari vengono avvisati dalla struttura che Sara ha subito un altro arresto cardiaco e questa volta non ce l’ha fatta.

A seguito della morte di Sara è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo, disposto l’autopsia sulla salma e sequestrate anche le cartelle cliniche. In fase di indagini preliminari sono cadute le accuse formulate dal magistrato inquirente. Secondo il pm non ci sono gli estremi per una incriminazione penale anche sulla scorta di una relazione tecnica di un medico legale. Tutto archiviato.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.