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Tumori e presa in carico delle donne a rischio ereditario: “In estate le linee guida”

La bergamasca Lara Magoni, tra i primi firmatari in regione: "Un altro grande risultato per le donne lombarde che non sono sole in questo percorso"

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“Regione Lombardia pone al primo posto la salute delle donne e certifica la prevenzione come priorità assoluta. Sono felice di annunciare che entro l’estate saranno definite le linee guida per la presa in carico delle donne a rischio ereditario di cancro in tutta la rete lombarda dei centri di senologia e Breast Unit”. È il commento di Lara Magoni, consigliere regionale del Gruppo Maroni Presidente, che martedì 13 giugno ha proposto all’aula una interrogazione per comprendere lo “Stato dell’arte del percorso di identificazione, presa in carico e gestione delle persone con mutazione genetica Brca 1 e 2, sane o con neoplasie associate”. Una proposta che segue già altri provvedimenti proposti dalla consigliera bergamasca da sempre impegnata nelle politiche di prevenzione e tra i primi sostenitori dell’ampliamento del target anagrafico per screening mammario.

“Gli uffici regionali sono a lavoro in queste settimane per definire al meglio gli indirizzi regionali programmatori per il rischio ereditario. Al momento -continua la Magoni – è in corso una fase di check list finalizzata a conoscere il livello organizzativo e gli aspetti gestionali dei singoli centri, in modo che siano le aziende sanitarie stesse a evidenziare le necessità del territorio e ci restituiscano una fotografia reale della rete lombarda.  Grazie ad un importante tavolo di lavoro di oncologi e genetisti che si concluderà entro l’estate consegnando un specifico percorso regionale che andrà a definire l’organizzazione migliore in grado di permettere ai soggetti ad alto rischio una diagnosi precoce e trattamento terapeutico personalizzato con un evidente vantaggio psicologico per le giovani pazienti. Ancora una volta le nostre donne lombarde non sono sole in questo percorso e troveranno nella sanità lombarda l’eccellenza della cura ma anche la lungimiranza delle politiche di prevenzione”.

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