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Profughi in aiuto dei bimbi a scuola: “La Lega chiede il certificato penale, razzismo”

Polemica attorno alla mozione presentata dal Carroccio, che chiede di mostrare particolare attenzione ai reati di pedofilia e pedopornografia. Scandella (Pd): "Imbarazzante". Saita (Lega): "Chiediamo solo maggior rigore"

Polemica in Consiglio Regionale attorno alla mozione presentata martedì 13 giugno dal consigliere bergamasco della Lega Nord Silvana Saita.

“I comuni lombardi vogliono utilizzare i migranti da essi ospitati per servizi come il pedibus? Gli chiedano il certificato penale, con particolare attenzione ai reati di pedofilia e pedopornografia”. Così, in una nota, il gruppo consiliare del Partito Democratico riassume provocatoriamente quanto deciso dal Consiglio regionale della Lombardia, che ha approvato a maggioranza – 32 sì e 15 no – la mozione presentata dal Carroccio.

La richiesta partirebbe dall’esperienza di Treviglio (dove l’Istituto Cameroni ha aderito a un progetto della Prefettura realizzato in collaborazione con Caritas e Cooperativa Ruah) e Arcore (Monza e Brianza), dove sarebbero stati impiegati rispettivamente uno e tre richidenti asilo come aiuto in servizi di facchinaggio e d’accompagnamento ai bambini delle scuola elementari con il “pedibus”.

Particolarmente duro è stato il commento del Consigliere del Pd, Jacopo Scandella: “Dal punto di vista tecnico questa mozione è completamente inutile, perché non fa altro che ricordare ai Comuni che devono rispettare la legge. Dal punto di vista politico, ha come unico obiettivo associare alla pedopornografia ed alla prostituzione minorile l’attività di volontariato di quattro persone. Centinaia di migliaia di persone fanno volontariato con dei bambini, ma non sono mai stati oggetto dell’interessamento della Lega Nord. Questi però sono “di colore”… Una mozione imbarazzante con la quale si è sdoganato il razzismo più basso. Una delle cose più tristi alle quali mi è capitato di assistere in questi anni”.

Pronta la replica del Consigliere della Lega Nord: “Ci sono delle leggi precise a garanzia dei minori, che devono sempre avere accanto degli adulti con alle spalle un percorso rigoroso. Come il decreto Minniti dell’aprile 2017 – spiega la Saita – che pone grande attenzione sull’impiego dei richiedenti protezione internazionale in attività socialmente utili, o la Direttiva Europea in vigore dal 2014 che pone norme rigorose per la lotta contro l’abuso e lo sfruttamento dei minori. Con la nostra mozione – conclude il consigliere lumbard – si è semplicemente chiesto alla Giunta di informare i Comuni e gli Uffici Scolastici a verificare con rigore i requisiti dei volontari che svolgeranno servizi sensibili per proteggere e garantire i minori”. E a chi parla di mozione razzista: “Rispondo loro che a livello politico fa sempre molto comodo estremizzare un concetto”.

Guarda qui La mozione

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