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La morte della Nato e la costruzione di un esercito europeo a guida tedesca

Marco Cangelli, classe '97, continua la sua rubrica di politica estera trattando della costruzione dell'esercito europeo

Più volte Donald Trump ha avuto dure parole nei confronti della Nato: “E’ un organismo inutile. I paesi membri devono contribuire ai finanziamenti e devono innalzare al 2 % del PIL le spese militari nazionali, d’altra parte Vladimir Putin ad inizio anno ha dichiarato che “la Nato è un nemico”. Un disastro per l’organizzazione militare nata nel 1949 per proteggere i paesi del Blocco Atlantico, riconvertita ad organizzazione collaterale dell’ONU durante gli anni Novanta, dall’inizio della presidenza Trump divenuto esercito personale americano all’estero e per questo destinata a morire.

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La morte della NATO per molti è un pericolo da risolvere, mentre per qualcuno potrebbe esser un’opportunità, anzi lo è già: stiamo parlando della Germania e del suo ministro delle finanze Wolfgang Schäuble. L’idea tedesca, già messa in atto nell’ultimo anno, è quella di creare un esercito europeo capeggiato dallo stesso paese tedesco, basato sull’integrazione di truppe di altre nazioni con le truppe germaniche in battaglioni comuni in cambio di finanziamenti utilizzabili per lo sviluppo militare. Il tutto nasce dalla crisi della Bundeswehr, rimasta inutilizzata fino al 1990 ed in seguito vittima per anni di drastici tagli ai finanziamenti pubblici per operazioni militari. Tutto ciò ha posto l’esercito tedesco in condizioni di “non competitività” a livello internazionale ed ha fatto sì che ciò portasse ad una più ampia riflessione sulla difesa europea. A favorire l’avvio del progetto l’uscita del Regno Unito, unico vero paese contrario ad un esercito europeo, dall’Unione Europea con la Brexit, caso che ha portato la Germania a mettersi all’opera immediatamente, aumentando il numero di contingenti a 180.000 uomini, coadiuvato da incremento delle spese militari dell’8% rispetto allo scorso anno.

Un progetto, quello dell’esercito europeo, che a molti pare un’ utopia, ma non per i tedeschi già all’opera con il progetto “Framework nations concept”, dove nazioni come Romania, Repubblica Ceca e Paesi Bassi mettono in condivisione con l’esercito tedesco un certo numero di truppe in cambio di sviluppo delle proprie forze armate. Nonostante la bontà dell’ idea, il contingente pare troppo piccolo per pensare di proteggere l’Europa intera, al tempo stesso troppo ristretto per pensare di imporre un’alleanza con gli altri paesi dell’UE, contando che oltre alla Germania il 75 % delle spese militari nel Vecchio Continente viene spartito da Francia, Gran Bretagna, Italia e Spagna, con ogni probabilità non troppo favorevoli al progetto. Come al solito il pragmatismo tedesco ha pensato a tutto e per evitare intoppi del genere l’idea è di costruire un grande esercito europeo composto da piccoli eserciti multinazionali come quello a guida tedesca. Secondo alcune fonti l’integrazione sarebbe già in atto, visto che la Germania pare stia costruendo un sistema di alleanze con il Nordic Battlegroup, contingente composto da 2500 uomini provenienti da Svezia, Finlandia, Norvegia, Estonia, Irlanda, Lettonia e Lituania, da solo non in grado di sopravvivere.

Se gli Stati Uniti continueranno a credere in una sostanziale sottomissione dei paesi UE e se la Russia non capirà che la NATO possa esser un alleato piuttosto che un nemico, il Patto Atlantico sarà destinato a morire e con essa la NATO, ma il tutto non sarà una tragedia, semmai l’ennesimo trionfo tedesco, paese lungimirante ed in grado di vedere le opportunità prima degli altri.

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