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“Ero straniero”, Bergamo primo capoluogo di provincia per raccolte firme foto

Bergamo è il capoluogo di provincia, subito dopo le grandi città capoluoghi di regione, ad aver raccolto più firme a sostegno della nuova legge di iniziativa popolare sull’immigrazione

Bergamo è il capoluogo di provincia, subito dopo le grandi città capoluoghi di regione, ad aver raccolto più firme a sostegno della nuova legge di iniziativa popolare sull’immigrazione: assieme alla sua provincia ha contribuito con oltre 400 adesioni raccolte in pochi giorni (la campagna è stata lanciata il 26 maggio scorso) al conteggio nazionale, oggi a quota 8.000 e che deve raggiungere, entro il 31 ottobre, le 50.000 firme affinché la proposta venga depositata in Parlamento.

Domenica 11 e lunedì 12 giugno, all’Happening delle cooperative al Lazzaretto, dalle ore 20 alle 23 prosegue la raccolta firme. Tantissime le realtà che, fino ad oggi, hanno aderito alla campagna ‘Ero straniero’, a sostegno della nuova legge: da Libera, l’associazione contro le mafie, schierata al gran completo con Breviario, Artifoni e Vitali alle Acli con i loro cinquanta circoli sparsi sul territorio provinciale, dall’Arci alle parrocchie di Cenate Sotto, Piazza Brembana e la Comunità di San Fermo.

“La nostra terra ha una lunga tradizione di accoglienza e volontariato – spiega don Claudio Visconti, Direttore della Caritas diocesana-. Davanti alle tragedie delle migrazioni, non possiamo restare indifferenti: dobbiamo sciogliere il nodo dell’ingresso nel nostro paese, istituendo dei corridoi di accessi regolari, per fermare l’ecatombe nel mediterraneo e ripristinare la legalità”.

“Il modello alla base del nuovo progetto di legge – dichiara il sindaco Giorgio Gori, uno dei primi amministratori a sostenere la proposta lanciata, a livello nazionale, da Radicali Italiani, Caritas, Acli, Arci e Casa della Carità di Don Colmegna – ha un approccio concreto: lavoro e riconoscimento dei diritti vanno in parallelo, attraverso il controllo in entrata dei flussi di migranti economici e la regolarizzazione di chi già è integrato nel nostro tessuto sociale e lavorativo”.

“L’ottima risposta dei bergamaschi – dice Daniele Rocchetti, presidente di Acli – affonda le sue radici nell’ampia condivisone del principio ispiratore della nuova legge: l’accoglienza regolamentata. Una trasversalità in nome dell’umano che è la sola in grado di restituire al nostro Paese un’immagine diversa dell’immigrazione”.

“Perché il fenomeno va riportato nell’alveo della legalità – aggiunge Luca Nevola dei Radicali Italiani– incoraggiando una cultura dell’accoglienza e stimolando un’integrazione fondata sul merito e sul lavoro”. “E questa legge – aggiunge Roberto Mazzetti, presidente provinciale di Arci– ha il merito di creare un meccanismo di inclusione e integrazione, non fermandosi all’aspetto assistenziale”.

Numerosi anche i sindaci e gli amministratori locali che hanno sottoscritto la proposta di legge, tra cui Davide Casati, primo cittadino di di Scanzorosciate, Perlita Serra, sindaco di Curno, Gialuigi Brioschi di Almenno San Salvatore, Gabriele Riva di Arzago d’Adda, oltre al presidente della Provincia Matteo Rossi, agli assessori al Comune di Bergamo Giacomo Angeloni, Nadia Ghisalberti, Leila Ciagà e Maria Carla Marchesi, oltre al presidente del Consiglio Comunale Marzia Marchesi. Tante figure anche le figure che in diversi settori si battono da tempo per una città più inclusiva: Edvige Invernici, Giulio Baroni, Eugenio Torrese, Gian Gabriele Vertova, Sem Galimberti, Angelo Signorelli, Giuseppe Guerini di Confcooperative, Don Emilio Brozzoni, dell’Aeper, suor Pilar, della Kairos. I docenti universitari Filippo Pizzolato, Ivo Lizzola, Stefania Gandolfi, Felice Rizzi e i sindacalisti Savino Pezzotta e Orazio Amboni.

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