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“Spreco d’acqua”: sindaco vieta piscine private; e i colleghi bergamaschi? Ecco cosa dicono

Sull'argomento abbiamo incalzato sette sindaci della Bergamasca per ascoltare il loro parere a riguardo. Posizioni unanimi

Sta facendo discutere la decisione del sindaco di Asolo Mauro Migliorini nel bloccare la costruzione di piscine private al fine di limitare lo spreco idrico. Nel paese di 9mila abitanti della provincia di Treviso, negli ultimi 5 anni sono spuntate 30 piscine private che hanno portato ad un calo della portata dell’acquedotto e delle fonti di approvvigionamento del paese. Sull’argomento abbiamo incalzato sette sindaci della Bergamasca, per ascoltare il loro parere a riguardo.

Simona Pergreffi, sindaco di Azzano San Paolo, sostiene che “con le nuove tecnologie per il mantenimento delle piscine private, il problema dello spreco non sussista affatto. Le piscine interrate, infatti, non hanno bisogno di una ricarica continua di acqua e possono rimanere riempite anche d’inverno grazie ai nuovi teli da copertura”.

Secondo Primo Magli, primo cittadino di Bagnatica, “l’unica limitazione che si possa porre al consumo di acqua dei singoli cittadini sarebbe circa l’uso dell’irrigazione privata”. Inoltre, nel suo Comune “negli ultimi sei anni sono state registrate le costruzioni di due piscine. Porre restrizioni ad un numero così limitato non ha alcun senso”.

Alberto Nevola, sindaco di Ponteranica, si sente assolutamente estraneo a questo tipo di decisione: “Il paese ha acqua in sovrabbondanza e ci sono continui problemi di inondazioni: porre limitazioni alle piscine private è sinceramente l’ultimo dei problemi”.

Per Luca Serughetti, sindaco di Bolgare, la decisione del sindaco di Asolo sarebbe assurda, visto che “il consumo annuo di una famiglia è all’incirca di 90 metri cubi, mentre il consumo di acqua di una piscina privata è all’incirca di 15 metri cubi l’anno”. Bolgare, inoltre, non pulula di piscine: “Ci saranno 2 o al massimo 3 concessioni l’anno – continua il sindaco -. Piuttosto che imporre restrizioni alle piscine private si dovrebbero effettuare sconti sugli oneri a chi economizza sullo spreco di energia o stipulare regolamenti per il risparmio idrico, come il riciclo dell’acqua piovana”.

Parola, infine, a Lorella Alessio, primo cittadino di Dalmine: “Negli ultimi anni le tipologie edilizie che vengono costruite sono prevalentemente condomini, senza piscina. Il numero di piscine private è davvero esiguo”. Della stessa idea dei colleghi anche Fabrizio Sala (Telgate) e Davide Casati (Scanzorosciate).

 

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