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L’Università di Bergamo pioniera nel proporre un percorso di studi per sportivi d’alto livello

Il Rettore Morzenti Pellegrini: “Accogliamo le direttive EU per affiancare gli atleti negli studi perché siano modelli positivi per i giovani”

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L’Unione Europea considera la doppia carriera dello studente-atleta una priorità e ha chiesto ai Paesi membri di rispondere alle esigenze degli atleti-studenti, per fari sì che sia possibile conciliare studi e carriera sportiva. In Italia, tuttavia, solo un limitato numero di Università, Federazioni Sportive Nazionali e Associazioni Sportive ha considerato questo aspetto, adottando adeguate misure secondo le linee guida e le indicazioni sui servizi minimi dell’UE, mentre diverse azioni sono state messe in opera recentemente da parte del MiUR e del Ministero del Lavoro, in accordo con il CONI.

Da quest’anno l’Università degli Studi di Bergamo è uno dei tre Atenei d’Italia che offrono agli atleti di alto livello il percorso Dual Career–Up4Sport, una possibilità di affiancare alla propria carriera sportiva un percorso pionieristico di formazione universitaria con una grande attrattività, valido per tutti i 34 corsi di laurea UniBg e in linea con le direttive europee.

Nella mattinata di venerdì 9 giugno, nell’Aula Magna – Ex Chiesa di Sant’Agostino la presentazione del programma. «La scelta di UniBg di ospitare un programma Dual Career non si inserisce solo in un quadro europeo di accordi da parte degli stati membri – ha commentato il Rettore Remo Morzenti Pellegrini – ma risponde anche all’esigenza di sostenere nelle loro carriere tutti gli atleti – uomini, donne, ragazzi e ragazze, con e senza disabilità – e consentire loro di seguire percorsi di istruzione utili a promuovere la realizzazione di una nuova carriera dopo la carriera sportiva e in sviluppo armonico con le altre sfere della vita, sia per loro, sia per la società e al mondo sport che potranno beneficiare della positiva immagine di atleti istruiti che funzionino da modelli positivi per i giovani. Non si tratta di una semplice facilitazone per gli studenti-atleti».

«Il progetto Dual Career prevede una serie di vantaggi per gli sportivi: – ha spiegato Claudio Bertoletti, Presidente CUS – Centro Universitario Sportivo Bergamo illustrando il funzionamento del programma – dalla possibilità di seguire i corsi in modalità part-time conseguendo il titolo in 6 anni e non in 3 o in 10 anziché in 5, con contributi bilanciati, la possibilità di sospendere per 1 anno gli studi in occasione di Olimpiadi o Mondiali. Disponibile inoltre un servizio di tutorato per la parte amministrativa e di preparazione agli esami come informazioni su programmi e integrazione tra calendario accademico e sportivo e un referente dedicato agli sportivi per ogni corso di laurea. Completano il progetto l’accesso gratuito agli impianti sportivi universitari e la possibilità di utilizzare la foresteria in occasione degli esami per gli studenti provenienti da fuori provincia».

In perfetta sintonia con questa visione positiva e propositiva dello studente-atleta il coinvolgimento attivo dell’Università di Bergamo non si limita al programma UP4SPORT, ma prevede anche il sostegno, scientifico ed economico, ad un progetto di ricerca interamente dedicato al tema della duplice carriera degli studenti-atleti, il cui obiettivo finale consiste nell’elaborazione di un modello giuridico per l’ implementazione a livello nazionale delle Linee Guida europee sulla duplice carriera degli atleti.

« L’impegno europeo per l’implementazione di efficaci programmi sulla duplice carriera testimonia una visione dell’atleta nettamente lontana dai classici stereotipi che circondano il mondo sportivo, evidenziandone i punti di forza che consentono agli atleti, al di là dei successi sportivi, di partecipare attivamente anche alla vita della società civile e di apportare il loro contributo grazie alle proprie capacità ed attitudini sviluppate in anni di duri allenamenti, sacrifici e rinunce»– commenta Stefano Bastianon, docente di diritto dell’Unione Europea all’Università degli Studi di Bergamo impegnato in un progetto di ricerca dedicato proprio a queste tematiche.

“La sfida sul tema della Dual Career è molto interessante e importante per gli sportivi: la carriera sportiva si conclude nella maggior parte delle discipline sportive in età giovane e quindi gli atleti devono porsi il problema di progettare la loro futura carriera professionale. In questo senso la formazione per gli atleti è di fondamentale importanza e l’Università di Bergamo dimostra di essere più avanti rispetto alla scuola superiore, che ancora non pare in grado di porsi il problema dell’orientamento formativo per gli atleti.” ha sottolineato l’Assessore alla Sport e all’Istruzione del Comune di Bergamo Loredana Poli.

A conclusione dell’incontro sono intervenute anche Lara Magoni, delegata CONI Bergamo e Consigliere della Regione Lombardia, ex-campionessa di sci plurimedagliata di Coppa del Mondo, argento ai Mondiali 1997 e Daniela Masseroni, pluri campionessa mondiale di ginnastica ritmica, argento olimpico 2004, laureatasi all’Università degli Studi di Bergamo, oggi formatrice nella sede italiana di una multinazionale.

«Noi sportivi a livello agonistico viviamo in un mondo parallelo rispetto a quello del lavoro – ha spiegato Daniele Masseroni- il progetto Dual Career è un’occasione per noi agonisti per entrare a far parte della società lavorativa, dimostrando che si può essere campioni non solo sul campo, ma anche nella quotidiana normalità”.

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