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Paura attentato: “Esiste un luogo sicuro?”

"Il terrore dell’ISIS ha completamente colpito le nostre vite rendendoci vulnerabili e timorosi". Greta Facchetti, classe '96, riflette sulla paura nata tra i giovani in seguito agli attentati degli ultimi giorni. Come fare a reagire?

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Sabato sera 3 giugno a Torino, in piazza san Carlo, in migliaia erano riuniti per condividere le gioie e i dolori della propria squadra del cuore durante la finale di Champions. Guidati dalla passione per la Juventus, in molti avevano portato anche i bambini per far loro vivere questa speciale emozione calcistica. Dopo il pareggio del primo tempo, gli occhi fissi e concentrati sullo schermo speravano che la situazione potesse sbloccarsi negli ultimi 45 minuti. Ad un certo punto, però, dei tifosi hanno sentito un rumore, uno scoppio, un boato. Non c’è stato neppure il tempo di chiedersi cosa fosse che alcuni hanno cominciato a gridare: “Una bomba!” “Scappate!” In pochi istanti si è scatenato il panico: tutta la ressa, improvvisamente presa dalla paura, cercava di allontanarsi! In massa, verso una via d’uscita dalla piazza c’era chi cadeva e chi passava sopra i caduti; chi si era perso e chi era completamente spaventato; i bambini che non trovavano i genitori e chi piangeva perché non vedeva i propri figli; chi cercava la via per l’ospedale e chi correva disperato per le strade. Il terrore aleggiava per la piazza dove, in pochi minuti, sono rimasti solo i feriti, che avrebbero raggiunto nelle ore successive quota 1527 di cui 3 gravi, e i resti della vita che c’era stata, che alcuni sciacalli senza umanità cercavano di rubare.

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Riguardando i video delle riprese televisive, sembra quasi di osservare uno scenario apocalittico che in pochi istanti è stato scatenato dalla presunta possibilità di un attentato. È bastata solo una vaga ipotesi di attacco per accendere “una psicosi da attentato terroristico”, come ha riferito la stessa prefettura. Il terrore dell’ISIS ha completamente colpito le nostre vite rendendoci vulnerabili e timorosi, quasi disumani e pronti a tutto pur di salvare la propria pelle. Eppure, a Torino non era successo nulla di pericoloso: probabilmente lo scoppio è stato causato da un petardo o dalla caduta di una transenna. Eppure, la stessa sera, a Londra ci sono stati ben 3 attacchi rivendicati dall’ISIS. Lì non c’era nessuna manifestazione in piazza, la gente camminava tranquillamente per la propria strada. Nessuno ha dato l’allarme, non ci sono state molte possibilità di scappare perché un furgone si è lanciato ad alta velocità contro la folla uccidendo 7 persone.

L’amara sensazione che lasciano i continui attentati terroristici è il timore costante che qualcosa possa accadere. Se si è troppo timorosi, un minimo sospetto basta per scatenare inutilmente il panico; se, invece, si cerca di passeggiare tranquillamente per le vie di una grande città, improvvisamente qualcuno potrebbe scaraventarsi contro di noi uccidendoci. Questa impossibilità di prevedere quali possano essere i luoghi a rischio ci impedisce di stabilire quali siano le zone sicure. La strategia terroristica è quella di annientare psicologicamente insinuando la convinzione che in ogni momento non ci si possa fidare dei luoghi in cui viviamo quotidianamente.

Non esiste un posto in cui essere veramente protetti, così questa paura costante annebbia la capacità di ragionare; cadiamo nella trappola che ci è stata tesa e, anziché salvarci da un presunto attentato, finiamo col calpestare altri nostri compagni ferendone a migliaia senza che alcun ordigno effettivamente scoppi. La risposta a questo sistema pervasivo di sospetto, odio e timore può essere il coraggio e l’orgoglio di proseguire con la propria vita concedendosi la possibilità di divertirsi e continuare ad avere luoghi di incontro e aggregazione con gli altri, pur rimanendo vigili e migliorando i sistemi di sicurezza. La risposta deve essere l’Umanità. Senza eventi come  “One Love Manchester” (il concerto tenutosi domenica 4, voluto da Ariana Grande dopo l’attentato del 22 maggio) e cambiando la propria vita quotidiana, avrebbe già vinto il terrorismo senza nemmeno scagliare altre bombe.

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