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Se non paghi multe o cartelle esattoriali dal 1° luglio potrebbero pignorarti i conti correnti

Non servirà più il nulla osta di un giudice perché il fisco possa prelevare direttamente dal conto corrente la multa non pagata. I nuovi meccanismi fiscali seguiti alla soppressione di Equitalia faranno scattare, dal primo luglio, il possibile pignoramento del conto di contribuenti e imprese in caso di mancati versamenti

Equitalia abolita? Gettata fuori dalla porta ecco che rientra dalla finestra. Attraverso l’Agenzia delle entrate con cui Equitalia si è fusa.

E adesso? Adesso non servirà più il nulla osta di un giudice perché il fisco possa prelevare direttamente dal conto corrente la multa non pagata. I nuovi meccanismi fiscali seguiti alla soppressione di Equitalia faranno scattare, dal primo luglio, il possibile pignoramento del conto di contribuenti e imprese in caso di mancati versamenti.

La novità non vale solo per le multe ma anche per i contributi Inps, per le cartelle non pagate, per i bolli auto ancora da versare. La cancellazione di Equitalia infatti non equivale al suo annullamento ma al suo “passaggio” all’interno dell’Agenzia delle entrate, e questo significa che la vecchia Equitalia acquista la capacità di riscuotere. Acquisisce infatti la possibilità di avere accesso alle banche dati disponibili al fisco e quindi di vedere i soldi accreditati sul conto corrente, decidendo di pignorare i conti più ricchi.

Fino ad ora invece l’accesso alle banche dati era garantito solo alle Entrate: a questo punto le procedure di riscossione potranno avere un’accelerata. Prima dell’incasso comunque, assicurano dal fisco, al contribuente arriveranno avvisi e solleciti di pagamento, con 60 giorni di tempo per mettersi in regola. Se al termine di questo periodo non ci sarà pagamento o ricorso, scatterà il recupero dei soldi, con la possibilità di pignoramento del conto. Da Equitalia replicano però che a questa strada si farà ricorso soltanto come “extrema ratio”.

 

La novità ha suscitato accese polemiche sia da parte di associazioni di consumatori che di vari esponenti della politica, come Giorgia Meloni e Beppe Grillo. I commenti del leader del Movimento Cinque Stelle avevano provocato la replica piccata di Matteo Renzi: un botta e risposta al vetriolo in cui nessuno dei due ha risparmiato i colpi.

Un cambiamento che preoccupa non poco le associazioni di consumatori, che sono sul piede di guerra. “Siamo soltanto di fronte a un netto peggioramento delle garanzie dei contribuenti di fronte ai Dracula del Fisco”, ha commentato Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, Finanziari, Assicurativi).

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