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Protesta del sindaco di Palazzago contro il protocollo migranti di Milano

Presidio fuori dalla Prefettura di Milano di una delegazione di sindaci leghisti, tra cui il primo cittadino di Palazzago, per dire “no” al protocollo migranti, firmato dal ministro dell’Interno Marco Minniti, che mira a coinvolgere il maggior numero di Comuni milanesi nell’ospitalità dei richiedenti asilo

Uno striscione con la scritta “Per noi vengono i prima cittadini” sorretto da una delegazione di sindaci leghisti della città metropolitana di Milano in presidio, questa mattina, fuori dalla Prefettura di Milano per dire “no” al protocollo per la ridistribuzione degli immigrati nei comuni del milanese.

Dietro di loro il primo cittadino di Palazzago, Michele Jacobelli, con la fascia tricolore a manifestare la sua solidarietà nei confronti dei primi cittadini leghisiti che hanno voluto esprimere la loro contrarietà al protocollo -sottoscritto questa mattina alla presenza del ministro dell’Interno Marco Minniti- messo a punto dal prefetto Luciana Lamorgese per coinvolgere il maggior numero di Comuni nell’ospitalità dei richiedenti asilo.

Sono un’ottantina (sui 134 della Città Metropolitana di Milano) i sindaci che hanno firmato il protocollo a partire dal primo cittadino di Milano Giuseppe Sala. Tuttavia, non aver sottoscritto il patto sull’accoglienza non esula gli altri sindaci –e di conseguenza i loro territori- dall’ospitalità. Per cui i migranti potrebbero arrivare anche lì, in misura uguale se non maggiore rispetto alle quote concordate con gli altri comuni.

Secondo il ministro Minniti il protocollo rappresenta un modello “per l’Italia e per l’Europa” e “può servire a superare i centri d’accoglienza”. Il modello Milano “deve rimanere aperto”anche ai sindaci che non non hanno dato la loro adesione. “So che c’è inquietudine – ha detto -. Ma passata l’inquietudine non si sa mai che qualche pecorella smarrita venga in Prefettura a firmare. Non c’è problema”. Auspicio inviato ai primi cittadini leghisti che stavano manifestando fuori dalla Prefettura.

Michele Jacobelli

I sindaci contrari lamentano che i fondi vengono trovati solo per accogliere immigrati che “non scappano dalla guerra” e che questo va a discapito dei cittadini italiani.

“Non abbiamo le risorse da destinare nemmeno ai nostri cittadini – ha spiegato il sindaco di Parabiago, Raffaele Cucchi – e il nostro personale sarebbe chiamato a far fronte ad un lavoro insostenibile”.

“Siamo qui per dire “no” – ha aggiunto il capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Milano, Alessandro Morelli – a un piano imposto dal prefetto senza che i sindaci siano stati consultati: e sono i sindaci ad essere stati eletti e non il prefetto”.

Oltre al sindaco di Palazzago, davanti a Palazzo Diotti hanno manifestato i primi cittadini di Paradiago, Vittuone, Inzago, Cologno Monzese, Boffalora, Marcallo Concasone, tutti leghisti e quello forzista di San Giuliano Milanese. Con loro il consigliere comunale di Milano del Carroccio Alessandro Morelli e il suo collega della Regione Lombardia Iari Colla.

Michele Jacobelli

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