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Il nuovo prefetto Margiacchi: “Per l’emergenza immigrazione più dialogo coi sindaci”

Il nuovo prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi si presenta alla città con tre obiettivi: "Immigrazione da regolamentare, criminalità da controllare e Atalanta da tifare in quanto realtà che unisce la gente"

“Immigrazione da regolamentare, criminalità da controllare e Atalanta da tifare in quanto realtà che unisce la gente”. Il nuovo prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi si presenta alla città con questi tre obiettivi. Margiacchi è nata a Fano, in provincia di Pesaro Urbino, nel 1955, prende il posto di Tiziana Giovanna Costantino, trasferita a Cagliari dopo soli 8 mesi in via Tasso.

Dopo aver conseguito il diploma di maturità classica, Margiacchi si è laureata in Scienze Politiche (indirizzo politico-amministrativo) all’Università di Bologna. Ha quindi superato il corso – concorso alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di Bologna, conseguendo il relativo diploma e accedendo quindi alla carriera prefettizia. Il suo percorso professionale è iniziato alla Prefettura di Forlì, per proseguire a Ferrara e Bologna, sede nella quale ha svolto gran parte della propria carriera, ricoprendo, nel tempo, numerosi, delicati incarichi, per poi passare a Bolzano.

Il nuovo prefetto è giunto in città giovedì 18 maggio e ha incontrato il sindaco Giorgio Gori, il presidente della Provincia Matteo Rossi e il vescovo Francesco Beschi. Quindi  la conferenza stampa di presentazione: “Prima di oggi ero stata a Bergamo solo da bambina con la mia famiglia per visitare la parte alta. La ritengo una città affascinante e da scoprire, con gente concreta e votata al sacrificio”.

Uno dei temi caldi di questo periodo è l’immigrazione e tutte le criticità legate al territorio: qual è la sua soluzione? “Penso che un po’ come è stato il flusso migratorio di inizio secolo scorso, anche questo sarà riportato un giorno sui libri di storia. Si tratta di un fenomeno molto complesso, che comunque finora qui è stato gestito nel modo migliore anche grazie alla sinergia tra prefettura, curia, amministrazioni comunali, Caritas e altre associazioni. Le ondate non sono prevedibili ma bisogna renderle il meno impattanti possibili sul territorio: per questo lavorerò coi sindaci per trovare le soluzioni migliori, anteponendo e privilegiando il dialogo e il confronto”.

Un altro capitolo delicato è quello della criminalità: quale sarà il suo approccio a riguardo? “La delittuosità a Bergamo è in diminuzione, soprattutto grazie all’impegno delle forze dell’ordine costantemente presenti sul territorio. Almeno questi sono i dati. Poi la gente può avere sensazioni diverse, ma ci impegneremo per farli sentire più al sicuro”.

In città poi si parla tanto di Atalanta e dei suoi ultrà, cosa ne pensa? “Credo che la squadra nerazzurra sia una realtà da preservare e da tifare perchè unisce la gente. Inoltre, se i risultati sono positivi, anche i tifosi sono più tranquilli. Personalmente, comunque, non sono una grande esperta di calcio”, conclude sorridendo.

 

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