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Il mondo della musica piange Chris Cornell, voce dei Soungarden

Il mondo della musica piange un altro leader che se ne va troppo presto.: è morto a 52 anni Chris Cornell.

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Il mondo della musica piange un altro leader che se ne va troppo presto. E’ morto a 52 anni Chris Cornell, storica voce del grunge, alla guida dei Soundgarden e degli Audioslave, con una solida carriera solista e la splendida esperienza nei Temple of the Dog. Una “morte improvvisa e inattesa”.

Chris Cornell è stato, insieme a Kurt Cobain e Eddie Vedder, rispettivamente nei Nirvana e nei Pearl Jam, uno dei massimi rappresentanti di una scena che per certi versi ha letteralmente chiuso il Novecento, almeno in musica. Nel libro La vita dopo Dio di Douglas Coupland c’è un bellissimo raccontino, un paio di pagine scarse, in cui l’autore canadese racconta di come ha appreso la notizia del suicidio di Cobain. Poche righe di una bellezza lancinante.

La notizia della morte di Cornell, oggi, è di pari portata. Perché se Cobain si portava via, definitivamente, la nostra innocenza, e, diciamocelo pure apertamente, l’ultimo brandello di speranza in una rivoluzione che, immaginavamo, ingenui, sarebbe partita da Seattle per conquistare il mondo a suon di riff di chitarra e voci potenti, Cornell si porta via definitivamente la nostra giovinezza. Sì, il rock ha questo potere, lo sappiamo bene, quello di trascinarci in un posto nel quale siamo ancora giovani, belli, idealisti. Pensiamo ancora, in quel posto lì, che la musica possa cambiare le cose, possa fermare le guerre, difendere i diritti civili, sovvertire dittature e, più semplicemente, cambiare la testa e il cuore della gente.

Così non è. Non lo è mai stato, forse. Non lo sarà più. Perché Cornell era, pensavamo, quello per sempre giovane e bello, con la voce che, anno dopo anno, non perdeva un grammo di potenza, lo sguardo tenebroso, la capacità, propria solo dei grandi artisti, di affrontare il palco da solo, la chitarra acustica a tracolla.

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