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BGY, i primi mesi di vita del giornale dei giovani: 70 collaboratori e 500 articoli pubblicati

Un progetto che ha tanta voglia di crescere, proprio come i giovani che ne fanno parte. Una scommessa che, per ora, sentiamo di avere vinto

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Un progetto che vuole essere prima di tutto una grande occasione per gli adolescenti e i ragazzi bergamaschi. È questa la missione di BGY Be Young, il nuovo giornale fatto dai giovani per i giovani lanciato dalla redazione di Bergamonews.

Partito a gennaio, il progetto sta raccogliendo numeri importanti. Numeri che smentiscono molti dei luoghi comuni che spesso aleggiano sui giovani d’oggi: poco interessati – si dice – ai temi dell’attualità e al loro approfondimento. Al contrario, il neonato giornale ci sta stupendo e regalando delle certezze. E cioè che i giovani hanno un mondo tutto loro che desiderano condividere e, soprattutto, raccontare. Con la loro testa, i loro occhi, le loro parole.

Dal 24 gennaio 2017 (giorno di debutto del giornale) sono circa 70 i collaboratori che dialogano quotidianamente con la redazione di Bergamonews. Si tratta di collaboratori giovanissimi, la maggior parte compresi tra i 14 e i 25 anni, che portano le loro idee e le loro riflessioni. Ma, soprattutto, il loro entusiasmo e la loro disponibilità: che poi sono il vero motore di questo progetto. Unico nel suo genere e senza dubbio coraggioso, che vuole essere uno spazio a misura di ragazzo e di ragazza, studente o lavoratore che sia, con passioni, attenzioni e sensibilità che gli adulti ancora non capiscono o faticano a capire. E chi meglio di loro, dunque, per raccontarle, divulgarle e portarle alla nostra attenzione?

Ma le sorprese non finiscono qui. Sempre più spesso capita che le idee dei ragazzi possano servire anche a Bergamonews come spunto per approcciare o trattare delle notizie. I ragazzi vengono in redazione e parlano con i redattori, si confrontano con loro, fanno “a gara” per aggiudicarsi un servizio. L’obiettivo, infatti, è quello di creare una sinergia sempre maggiore tra i due media, magari offrendo chiavi di lettura differenti sullo stesso argomento: da un lato quella rigorosa del giornalista, dell’opinionista o del professionista; dall’altra quella di un giovane in grado di adottare una prospettiva certamente diversa, più fresca, “libera” e fuori dagli schemi ma non per questo priva di autorevolezza.

Alcuni esempi? L’intervista doppia con Antonio di Pietro, l’ex pm di Mani Pulite ospite della redazione per parlare dell’inchiesta che 25 anni fa scosse l’Italia. Prima intervistato dal giornalista Davide Agazzi e poi incalzato dai giovanissimi (e sveglissimi) Luca Baggi e Marco Cangelli, ai quali Di Pietro ha lanciato un messaggio personale e completamente diverso (guarda qui).

Oppure l’articolo pubblicato a marzo e letto da migliaia di persone riguardante il Blue Whale, il macabro gioco che istigherebbe i giovani al suicidio, ben prima che questo balzasse all’onore della cronache dopo il servizio-inchiesta trasmesso dal programma televisivo Le Iene (leggi qui). Ma anche la toccante lettera di Anna, nome di fantasia di una ragazza 25enne che ha deciso di affidare a BGY la propria testimonianza per cercare di essere d’aiuto a quelle ragazze come lei soffrono di anoressia o bulimia (leggi).

Ma gli esempi che si possono fare sono davvero tanti… Basti pensare che, a distanza di pochi mesi, sono circa 500 gli articoli pubblicati su BGY Be Young e oltre 3.500 i ‘Like’ della pagina Facebook. Senza contare il profilo Instagram, completamente gestito dai ragazzi con decine e decine di foto pubblicate ogni mese. Un progetto che ha tanta voglia di crescere, proprio come i giovani che ne fanno parte. Una scommessa che, per ora, sentiamo di avere vinto.

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