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Tiro a segno con freccette: tra ironia e sacro si svela l’arte contemporanea fotogallery

La quarta intervista ai protagonisti di The Blank ArtDate Sacro / Sagra (26 27 28 maggio 2017), il weekend dell'arte organizzato annualmente a Bergamo da The Blank Contemporary Art è dedicata a Simone Berti, artista italiano il cui lavoro ruota intorno al contrasto esistente tra l’assurdo e il quotidiano.

La quarta intervista ai protagonisti di The Blank ArtDate Sacro / Sagra (26 27 28 maggio 2017), il weekend dell’arte organizzato annualmente a Bergamo da The Blank Contemporary Art è dedicata a Simone Berti, artista italiano il cui lavoro ruota intorno al contrasto esistente tra l’assurdo e il quotidiano, fra la struttura fisica delle opere e il loro significato più profondo.

Uno degli intenti della sua ricerca artistica è quello di invitare lo spettatore a misurarsi in maniera innovativa con il reale cercandone nuove motivazioni.

Per The Blank ArtDate 2017 Simone Berti ha realizzato in collaborazione con gli artisti Sergio Breviario, Samuele Menin e Alessandro Roma, “Concetto Spaziale” un innovativo tiro al bersaglio con freccette, in cui le opere d’arte sono i bersagli nonché i premi del torneo stesso.

The Blank: Come pensa che l’Arte possa dialogare con il pubblico all’interno del contesto della sagra popolare? In particolare come ritiene che il pubblico interagirà con l’arte contemporanea in occasione del torneo di freccette?

Simone Berti: Credo che l’arte debba essere in grado di attrarre il pubblico. Spesso penso alla pubblicità, la differenza tra questa e l’arte sta nello scopo ultimo; la pubblicità deve vendere un prodotto, è il suo obiettivo principale, se non lo raggiunge fallisce. Per quanto riguarda l’arte la questione diventa difficile, ha infiniti obiettivi e non ne ha nessuno e potrebbe vincere anche nel fallimento. Teoricamente può anche non avere la necessità di attrarre un pubblico. Eppure, nella pratica, la capacità di interessare qualcuno è fondamentale, e qui entra in gioco la similarità con le tecniche pubblicitarie, quindi nello specifico, l’artista deve tenere conto del target. Intendo dire che nonostante l’opera debba essere indipendente dalle circostanze espositive e del tipo di pubblico che ha di fronte, l’artista non ne può prescindere, deve saper leggere il contesto e sapere attuare i necessari accorgimenti.

TB: Come considera la relazione fra arte contemporanea e Sacro e, più nello specifico, fra arte contemporanea e sagra popolare?

SB: Qualcuno suggerisce che arte contemporanea e sacro hanno divorziato ma restano buoni amici, forse è vero, infatti è grazie a lui che ha conosciuto la sagra popolare.

TB: Quale esigenza l’ha spinto a coinvolgere altri artisti nella realizzazione del torneo di freccette? E soprattutto come è stato accolto da tutti voi l’invito a partecipare e realizzare questo particolare evento per la Sagra?

SB: Con Sergio Breviario, Samuele Menin e Alessandro Roma ho già collaborato e spesso quando ci incontriamo escono idee in cui la cifra giocosa e popolare è molto importante e, a dire il vero, questa idea è una di quelle e la sagra è l’occasione perfetta per metterla in opera, era dunque ovvio che la realizzassimo insieme, operando come un quartetto di fatto.

TB: Nell’iconografia medioevale la figura della Vergine della Misericordia protegge i fedeli con il suo manto dalle frecce scagliate da Cristo Giudice. In che modo il torneo di freccette della Sagra dell’arte si ricollega e interpreta questa iconografia?

SB: Le piccole opere che faranno da bersaglio sono orgogliose di essere paragonate al manto della Vergine e si sentono un po’ in imbarazzo, non si sentono all’altezza ma ringraziano.

TB: “Concetto spaziale” è il titolo scelto da te e dagli altri artisti partecipanti per il torneo di freccette. Il richiamo a Fontana sembra evidente e un po’ ironico. E’ così? A cosa è dovuta tale scelta?

SB: Ovviamente è ironico. Vorremmo che le persone si divertissero, come è normale in una sagra, e che al tempo stesso cogliessero qualcosa dell’arte contemporanea, anche se in maniera riflessa e ironica. Quasi tutti conoscono i tagli e buchi di Fontana ma forse non tutti, tra i non addetti ai lavori, ne conoscono il titolo.

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