BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Le Iene a Lecco per il discusso catalogo delle donne “disponibili”

Una troupe del programma televisivo è giunta in città martedì pomeriggio cercando di rintracciare il responsabile di quella pubblicazione e parlando con alcune delle ‘vittime’

Più informazioni su

Gli occhi Le Iene puntate su Lecco e in particolare sul catalogo delle donne “disponibili”. Come scrive LeccoNotizie.com ad accendere l’interesse della nota trasmissione di Italia Uno è stato proprio il discutissimo Catalogo della Single venduto on line finché, sommerso dalle polemiche, è stato ritirato dal mercato.

Una troupe del programma televisivo è giunta in città martedì pomeriggio cercando di rintracciare il responsabile di quella pubblicazione e parlando con alcune delle ‘vittime’, finte a loro insaputa nel listino che ha raccolto oltre 1200 profili Facebook di donne che sul social dichiarano di vivere in città e provincia e di essere single.

L’inviato Michele Codaro ha raggiunto la sede della Provincia dove ad attenderlo c’era la consigliera di Parità Adriana Ventura che nei giorni scorsi aveva lanciato un appello a quante si sono ritrovate nel catalogo a contattare gli uffici di Villa Locatelli, per ricevere assistenza e difendere i propri diritti.

Con lo stesso obiettivo, il prossimo 6 giugno dovrebbe tenersi un incontro organizzato dallo stesso ufficio per le Pari Opportunità con un avvocato penalista rivolto alle donne che si sono sentite lese nella propria immagine dall’iniziativa editoriale della Orangita Books, finita in questi giorni nell’occhio del ciclone.

Insieme alla consigliera, altre quattro donne hanno incontrato l’inviato delle Iene, tra loro anche Serena Piva, finita, come altre, tra le pagine elettroniche del catalogo: “Nessuno di noi ha dato alcun consenso a quella pubblicazione, avevo appreso di quel catalogo perché ne discutevano sul web, mai avrei pensato ci fosse il mio profilo tra quelli pubblicati. L’ho appreso sul lavoro, tramite colleghi e sono rimasta allibita. Quello che mi preoccupa di più è che sono riportati profili anche di ragazzine, che possono essere più fragili di noi adulti nell’affrontare la situazione. Senza contare che, proprio per questo, c’è chi potrebbe approfittare di loro”

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.