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Spiriti di anime dannate per la leggenda della Cacciamorta

Continua la rubrica curata da Mirko Pizzaballa, classe '92, sulle leggende e miti che si celano dietro le meraviglie del territorio bergamasco. Conoscevate la leggenda della cacciamorta?

Una delle leggende più comuni e popolari della Bergamasca è quella della caccia selvatica o cacciamorta.

La leggenda narra che in alcune ore della notte si potevano sentire abbaiare rabbiosamente dei cani da caccia che scorrazzavano liberamente tra le montagne, come se stessero inseguendo della selvaggina. Nessuno li aveva visti, si sentivano solo i loro versi, ma si tramanda che chi si trovava sulla loro strada doveva spostarsi velocemente se non voleva essere travolto dalla furia famelica di quei segugi indiavolati. In verità non erano esattamente cani ma erano le anime dannate dei cacciatori del paese che, per aver sempre trascurato la messa domenicale per coltivare la loro passione, furono condannati, da morti, a vagare sui monti.

I racconti sulla caccia selvatica erano abituali a Ornica, Valtorta, Cusio, Santa Brigida, ambientati sulle impervie pendici della Val d’Inferno o del Salmurano, ma non mancavano in altre località. Quella che vi racconto io oggi è la versione tramandata a Valgoglio, in Val Seriana.

Narra di una donna che osservando quei “dannati” in corsa sfrenata formulò una bizzarra richiesta: “Portatemi un po’ della vostra selvaggina per poter sfamare i miei bambini”. Fu subito accontentata: il mattino seguente trovò appesa fuori della sua baita una gamba umana. Impaurita, la donna corse a raccontare l’accaduto al parroco che le consigliò di stare in guardia e le suggerì per la notte di chiudersi bene in casa e di addormentarsi insieme ai suoi figli.

Così fece, e fu la sua salvezza, infatti, durante la notte la cacciamorta tornò e con voce canea si alzò un grido d’oltretomba, rivolto proprio a lei: “Buon per te che sei in mezzo all’innocenza, altrimenti l’avresti pagata cara per aver osato parlare alla cacciamorta!”.

Ora sta a voi credere o meno alla leggenda, se passate da quelle zone durante la notte provate ad ascoltare i loro latrati.

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