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Vaccino anti meningite: in Lombardia intesa coi pediatri, non coi medici di base

Va in porto a metà l’accordo con i pediatri lombardi per la somministrazione dei vaccini anti-meningite nei loro studi, visto il boom di richieste degli ultimi mesi e le lunghe code per le iniezioni scudo in co-pagamento

Va in porto a metà l’accordo con i pediatri lombardi per la somministrazione dei vaccini anti-meningite nei loro studi, visto il boom di richieste degli ultimi mesi e le lunghe code per le iniezioni scudo in co-pagamento. Nulla di fatto invece per i medici di famiglia, perché sul documento proposto da Palazzo Lombardia i sindacati si sono spaccati, con le due sigle più rappresentative ferme su fronti opposti.

Intanto però , annuncia l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera è stato “chiuso l’accordo con i pediatri di libera scelta. Dal mese di giugno potranno somministrare nei propri studi i vaccini contro il meningococco offerti in copagamento da Regione Lombardia. Dispiace non sia stata raggiunta l’intesa anche con i medici di medicina generale e apprezzo la disponibilità manifestata dalla Fimmg, purtroppo non sufficiente per chiudere positivamente anche con loro la trattativa”.

“Gia’ venerdì – ha spiegato l’assessore andrà in Giunta la delibera che ratificherà l’accordo sottoscritto con i pediatri. Entro il 1° di giugno le Ats raccoglieranno le adesioni dei singoli pediatri che entro il 15 giugno potranno iniziare a somministrare l’offerta vaccinale a tutti i bambini e ragazzi fino ai 14 anni. Stiamo inoltre verificando la possibilità di chiudere accordi aziendali tra le singole Ats e i medici di medicina generale, che dovranno essere siglati sempre entro il 15 giugno”.

“Attraverso il coinvolgimento dei pediatri – ha evidenziato Gallera – contiamo di snellire le liste di prenotazione ora bloccate per indisponibilità di posti. In ogni caso, sempre entro il mese di giugno provvederemo comunque ad implementare le ore messe a disposizione dagli ambulatori attivati ad hoc dalle nostre Asst, al fine di poter riaprire le agende per le prenotazioni e dare la possibilità a chi lo desidera di sottoporsi alla vaccinazione”.

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