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Anche gli operai potranno lavorare da casa? A Bergamo nasce la smart production fotogallery

Non è ancora nato e siamo già pronti per rottamarlo: lo smart working lascia il posto alla smart production

A Bergamo, al Kilometro Rosso, Giovedì scorso 4 maggio, si è tenuto il workshop “dallo Smart Working alla Smart Production, come le persone e le tecnologie riorganizzano il lavoro”.

Quindici aziende, tra le più innovative del nostro paese, si sono confrontate su come portare le logiche dello Smart Working in produzione e in generale in contesti operations.

Lo Smart Working, sperimentato qualche anno fa da qualche azienda pioniera, oggi è una modalità di lavoro sempre più diffusa e adottata soprattutto in ambito impiegatizio e negli uffici. La formula, che prevede che i lavoratori/trici possano lavorare da casa con una certa flessibilità di orario per un numero variabile di giorni al mese, piace sia ai collaboratori che alle imprese: consente agli Smart Worker risparmi di tempo e di denaro (per trasferte e pasti) e produce nelle aziende economie di spesa in spazi, affitti, buoni pasto, indennità di pendolarismo oltre che riduzioni dei giorni di malattia.

Ma se lo Smart Working consente così tanti vantaggi, perché non portarlo oltre i confini degli uffici, nelle fabbriche, nei punti vendita, nelle corsie degli ospedali, nelle filiali di banca, in produzione?

A raccogliere la sfida, provando a rispondere alla domanda, sono stati, lo scorso 4 Maggio, i responsabili delle Risorse Umane e i responsabili di produzione di ABB, Italcementi, UBI Banca, Banco BPM, Volvo Group Italia, Tetra Pak, Edison, Piscine Castiglione, Roche coordinati da Variazioni Srl e da Luca Solari docente di Organizzazione Aziendale all’Università Statale di Milano. Proprio quest’ultimo ha dichiarato: “la tipologia di interventi che proponiamo non è così nuova e nelle teorie organizzative se ne parla da qualche anno. È possibile in alcuni contesti migliorare la gestione del personale supportando l’efficientamento organizzativo della fabbrica o della filiale. Lo Smart Working ha accelerato questa consapevolezza e le aziende sembrano più pronte a sperimentarlo anche in produzione”.

Seppur con qualche riserva dettata dal quotidiano lavoro sul campo è dello stesso parere Giulio Guadalupi, titolare di Vinservice e vice presidente del Gruppo Metalmeccanici di Confindustria: “se Smart Production non significa soltanto lavorare da casa, ma coinvolgere maggiormente le persone, metterle nelle condizioni di lavorare in ambienti accoglienti, migliorando le relazioni e la fiducia tra il capo e i collaboratori e favorendo il fatto che l’evoluzione tecnologica possa tradursi in maggiori libertà per i nostri collaboratori, in effetti potrebbero esserci spazi di miglioramento anche nelle nostre fabbriche. È un dibattito interessante che ci chiama in causa proprio nel momento in cui non possiamo non preoccuparci di ridisegnare i nostri modelli organizzativi”

Tra i più convinti sono intervenuti Leonardo Orlando di UBI Banca e Andrea Astolfi di Volvo Group Italia: “il seminario organizzato oggi aveva l’obiettivo di farci aprire gli occhi su un nuovo modo di lavorare e stare al lavoro che può riguardare anche le nostre filiali e le nostre fabbriche. Oggi ci siamo posti forse le stesse domande che ci eravamo posti un paio di anni fa quando abbiamo accettato la sfida di sperimentare lo Smart Working. Se abbiamo vinto allora (e i risultati presentati al convegno di settembre 2015 lo hanno chiaramente dimostrato), siamo ancora più motivati oggi a lavorare in rete nel prossimo anno per individuare insieme le soluzioni concrete per rendere i nostri magazzini e le nostre filiali più Smart”.

Il pomeriggio si è concluso con le parole di Arianna Visentini di Variazioni: “D’altra parte non è così lontano il momento in cui le persone potranno espletare funzioni operative chiave grazie al collegamento a distanza con una macchina o in cui la macchina potrà dialogare con il calendario degli impegni personali dei lavoratori/trici suggerendo turni e orari diversi o infine il momento in cui la tecnologia farà dialogare il robot aziendale con l’health watch delle persone per misurarne lo stress e la salute fisica. Uno scenario che può apparire a qualcuno inquietante ma che al contempo potrà offrire enormi opportunità se il baricentro resterà la salute e la soddisfazione delle persone oltre a quello (strettamente legato al primo) della produttività aziendale. È però indispensabile che i responsabili del personale e i responsabili operation collaborino a stretto contatto per fare in modo che persone e tecnologie costituiscano, insieme, il driver per una crescita efficace ed armonica.”

Questo workshop ha trattato un tema innovativo, ha permesso alle aziende partecipanti di riflettere sulle nuove opportunità che l’innovazione tecnologica sta offrendo loro non solo in ambito di qualità dei processi produttivi ma anche nella direzione del benessere delle persone, ha dato spazio per un confronto tra aziende di settori diversi e di dimensioni diverse che altrimenti non si sarebbero forse incontrate, è stato un momento di “contaminazione” molto importante che ha messo le basi per un lavoro che ora deve essere intrapreso per affrontare la sfida della Smart Production.

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