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Marioway, la carrozzina made in Bergamo che rivoluziona il mondo della disabilità foto

Nata nel 2013 in un garage della Bergamasca, Marioway oggi è di casa al Kilometro Rosso: è il primo dispositivo medicale per persone con difficoltà motorie che si guida senza mani e permette di stare alla stessa altezza dell'interlocutore.

Un prodotto unico nel suo genere che punta a rivoluzionare il mondo della disabilità e che, come spesso accade, ha visto la luce in un garage: da un’intuizione geniale di Mario Vigentini, un educatore sociale che per quasi 20 anni ha lavorato con persone affette da disabilità fisiche e psichiche, nel 2013 è nata Marioway, startup innovativa a vocazione sociale che ha brevettato un dispositivo per la mobilità di persone con difficoltà motorie.

marioway

In quattro anni quell’idea si è trasformata in un prodotto finito e commercializzabile che sta facendo il suo esordio sul mercato italiano e svizzero nei primi mesi del 2017, passando da un garage della Bergamasca a un prestigioso ufficio negli spazi del Kilometro Rosso.

La filosofia che sta alla base di Marioway è tanto semplice quanto innovativa: trasformare un dispositivo medicale in un oggetto di alto design, al punto da renderlo desiderabile anche dalle persone normodotate.

Il dispositivo, che i fondatori della startup rifiutano di chiamare carrozzina, ha caratteristiche rivoluzionarie: possibilità per il pilota di guidare sia in posizione seduta ma sopratutto in posizione ergonomica verticalizzata all’altezza desiderata, con mani assolutamente libere e una base autobilanciante a due ruote.

In particolare, poter disporre di entrambe le mani è un passo avanti importante dal punto di vista dell’indipendenza e dell’accessibilità, così come potersi mettere alla stessa altezza degli interlocutori lo è dal punto di vista dell’integrazione.

“L’idea originale di Mario Vigentini si è incontrata con le conoscenze di chi ha poi sviluppato la parte meccanica, ovvero Massimo Ghidelli ed il primo design sviluppato da customizzatori professionisti di moto – spiega Flaviano Tarducci, Business Development Manager di Marioway dal 2014 – Per questo il dispositivo aveva un design motociclistico, lontano dai canoni stigmatizzanti della carrozzina tradizionale che etichetta subito la persona come disabile. Con Marioway noi parliamo di ‘pilota’, rimettendo al centro la persona”.

Nel proprio percorso di crescita la startup ha già ottenuto riconoscimenti prestigiosi, a livello nazionale ed europeo, ed è la prima azienda al mondo nel suo settore ad aver ottenuto la certificazione “Benefit corporation” in base alle performance ambientali e sociali, con un forte impegno verso gli stakeholder del territorio.

A Bergamo Marioway ha trovato terreno fertile per il proprio sviluppo: “Il primo feedback da parte dei potenziali clienti è arrivato da qui – continua Tarducci – In molti hanno dedicato il loro tempo per fare delle prove, permettendoci di perfezionare, adattare e migliorare le prestazioni del nostro prodotto”.

Ad oggi Marioway ha subito numerose evoluzioni, fino a un modello ludico per normodotati, supportate da risorse proprie dei soci, finanziamenti privati e da un prestito bancario: “Siamo sempre alla ricerca del grande investitore che ci permetta di fare il grande passo nella commercializzazione nel mondo – confessa Tarducci – Quando abbiamo fatto il nostro debutto su Indiegogo non abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato ma l’interesse ci è stato manifestato da ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti all’Australia, dal Sud America all’Asia”.

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