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Pontida, non più “Padroni a casa nostra”: cancellata la storica scritta

Pare siano stati proprio alcuni simpatizzanti leghisti a ripulire il muro, per evitare disagi in vista del raduno anti-razzista di sabato 22 aprile proprio sul pratone di Pontida

Non più “Padroni a casa nostra” a Pontida. Venerdì 21 aprile è stata cancellata la scritta realizzata nel 1990 sul muro che delimita il prato dove si svolgono i raduni della Lega Nord.

Pare siano stati proprio alcuni simpatizzanti leghisti a ripulire il muro, per evitare disagi in vista del raduno anti-razzista di sabato 22 aprile proprio sul pratone di Pontida, organizzato dal gruppo napoletano “Insurgencia”. Un permesso all’utilizzo del terreno dopo un lungo tira e molla: “La nostra voglia di libertà è stata più forte dei capricci della Lega – hanno comunicato i membri di Insurgencia – Da quando è stata diffusa la notizia dell’assurdo divieto imposto al Festival Antirazzista del 22 aprile è partito un incessante tamtam popolare che ha chiesto a gran voce il rispetto della libertà di espressione dei tantissimi che da settimane lavorano alla riuscita di questa giornata storica. Gli artisti, i musicisti, gli scrittori coinvolti hanno prodotto tantissimi appelli pubblici per chiedere una cosa semplice e fondamentale: non censurare un evento senza precedenti, un evento gratuito e pubblico, che ha coinvolto decine e decine di artisti, narratori, scrittori, musicisti, cantanti, realtà di base. Ora dobbiamo inondare Pontida di gente, musica, colori, cultura. Hanno provato a fermarci, ma non ci sono riusciti”.

pratone terroni

Da Eugenio Bennato a Tonino Carotone passando per i 99 Posse, la Caravan Orkestar, Tommy delle PornoRiviste, i bergamaschi Cornoltis e molti altri ancora. Sono numerosi gli artisti e le band che saliranno sul palco della giornata dell’orgoglio antirazzista, migrante e meridionale in programma sabato 22 aprile a Pontida.

La maratona musicale, che prenderà il via a partire dalle 14 e proseguirà sino al tramonto, vedrà esibirsi anche M’Barka Ben Taleb, Djarah Akan, Ciccio Merolla, Valerio Jovine, Nto’, Joe Petrosino, The wet dogs, ‘O Rom, Dope One, Tommaso Primo, Assurd, Oyoshe, Junior Sprea, Signor K, Aldolà Chivalà, Daniele Sepe, Massimo De Vita, Pepp Oh, Andrea Tartaglia e Kento+Mad Simon.

La kermesse, promossa appunto dal centro sociale napoletano Insurgencia e dagli attivisti di Agire nella crisi, vede l’adesione di numerose realtà politiche, sociali e culturali sparse per tutta Italia. Nelle scorse settimane, infatti, sono nati comitati promotori a Bergamo, Milano, Venezia, Padova, Vicenza, Parma, Alessandria, Trento, Ancona, Jesi, Senigallia oltre a quelli di Napoli e della altre città della Campania come Caserta e Benevento.

Il festival fa seguito alla visita del segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini nel capoluogo campano lo scorso marzo. Gli organizzatori evidenziano: “Il 22 aprile abbiamo scelto di dare vita a una grande festa: la festa di chi è orgoglioso e fiero di essere meridionale e di chi, in tutta Italia, da sempre crede nelle idee dell’accoglienza e della solidarietà verso chi è costretto a lasciare la propria terra”.

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