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Maroni, referendum il 22 ottobre; Gori: “Come citofonare quando la porta è aperta” foto

Il sindaco Gori: “Maroni ha diversi mesi davanti per avviare una interlocuzione con il Governo per l’autonomia della Regione Lombardia: è un obiettivo importante e mi auguro che colga l’occasione dopo l’apertura delle ultime ore da parte del Ministro Martina a nome del Governo”

“D’accordo con il governatore del Veneto abbiamo deciso di unire i referendum per l’autonomia della Lombardia e del Veneto nella data che il governatore Zaia mi ha proposto, cioé domenica 22 ottobre”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, nella mattina di venerdì 21 aprile a Bergamo, al termine della riunione di Giunta regionale che si é svolta in città.

“Il referendum è lo strumento massimo di espressione della democrazia: la sovranità appartiene al popolo, dice la Costituzione, non ai ministri o ai governatori, o ai sindaci. La consultazione del popolo su un argomento così importante è un atto di democrazia”. Ha continuato Maroni. A chi gli ha fatto presente che le opposizioni sostengono sia un voto molto costoso, il governatore della Lombardia ha detto: “Anche le elezioni costano – ha sottolineato con una punta di incredulità il presidente Maroni –  allora evitiamo di farle, non e facciamo più. Faremo il referendum perché é giusto farlo, un passaggio rilevante verso una svolta che porta solo benefici per i cittadini lombardi”.

“Non credo che nessuno lombardo – ha proseguito Maroni – possa votare ‘no’ al quesito ‘Vuoi che una parte rilevante dei 53 miliardi di tasse lombarde che escono dalla Lombardia e non tornano rimangano qui per aiutare chi ha bisogno, per realizzare gli ospedali, per migliorare l’assistenza sanitaria, abolire il bollo auto?”.

“Quale cittadino lombardo – ha continuato il presidente Maroni – potrebbe dire di no? C’e’ qualcuno che potrebbe dire di no per ragioni ideologiche? Mi appello al buon senso dei cittadini
lombardi: volete una Regione più ricca che dia più servizi ai cittadini tenendoci parte dei nostri soldi? Votate sì al referendum”.

L’INTERVENTO DEL SINDACO GORI
“Maroni ha diversi mesi davanti per avviare una interlocuzione con il Governo per l’autonomia della Regione Lombardia: è un obiettivo importante e mi auguro che colga l’occasione dopo l’apertura delle ultime ore da parte del Ministro Martina a nome del Governo”: il Sindaco Giorgio Gori incalza il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni durante la conferenza stampa chiusasi nel Palazzo della Provincia di Bergamo.

“Quello dell'”autonomia rafforzata” è un obiettivo che appartiene alla cultura del centrosinistra, che nel 2001 ne introdusse la previsione in Costituzione. Siamo dunque i primi a sollecitarla, – ha commentato Gori – ma non siamo d’accordo sulla modalità, visto che già oggi ci sono le condizioni per trattare con il Governo, come previsto dalla legge, senza spendere i 46 milioni di euro previsti per l’organizzazione della consultazione referendaria. È come chiedere un mandato per suonare il citofono quando la porta è già aperta”.

Il Sindaco di Bergamo ha partecipato alla riunione della Giunta della Regione Lombardia, incontro nel quale ha presentato un documento, firmato anche dal presidente della Provincia Matteo Rossi, indicando – primo territorio lombardo a farlo – le priorità d’intervento nell’ambito del Patto per la Lombardia. Il nodo di Pontesecco, la variante tra Trescore ed Entratico, la sistemazione dello svincolo autostradale di Bergamo e il collegamento ferroviario tra la stazione di Bergamo e quella di Orio al Serio sono alcuni degli interventi che “verranno realizzati presto – ha spiegato Gori – visto che il Patto per la Lombardia firmato lo scorso novembre dall’ex Premier Matteo Renzi prevede la deadline del 2019 per la realizzazione delle opere”.

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