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Fast and Furious 8: per niente “fast” e troppo “furious”

A tutti quelli che vogliono farsi uno shot adrenalinico fine a se stesso di auto da urlo e motori roboanti, consiglio di correre al cinema, a tutti gli altri, invece, raccomando vivamente di restare a casa.

Titolo: Fast and Furious 8

Regia: F. Gary Gray

Attori: Vin Diesel, Dwayne Johnson, Jason Statham, Charlize Theron

Durata: 136 minuti

Giudizio ** 

Non sono mai stata una grande fan di questo format a base di motori e testosterone, ma al “io però sono venuto con te a vedere La Bella e la Bestia” del mio fidanzato, non ho potuto dire di no. Dunque, seppur scoraggiata in partenza alla vista di quel “136 minuti”, mi sono fatta forza e sono andata al cinema con l’intento di vedere questo film nell’imparzialità più totale.

L’azione si apre a L’Avana, Cuba, dove il protagonista Dominic “Dom” Toretto, che si sta godendo la luna di miele insieme alla sua compagna Letty (Michelle Rodriguez), viene subito coinvolto in una corsa di auto all’ultimo respiro, con tanto di fiamme dal motore, che tiene tutti gli uomini in sala sul bordo del sedile. “Inizio non male”, penso. Purtroppo la situazione degenera quando i protagonisti aprono bocca, in quanto i dialoghi sono di un’asciuttezza e di una povertà assoluta. E non so fino a che punto questo si possa imputare al doppiaggio mal riuscito. Comunque sia, il tutto prosegue in modo abbastanza canonico, con il protagonista, paladino del bene, che viene ricattato, e inizialmente non si sa esattamente come, dalla cattivissima Charlize Theron, forse unica gioia del film, che interpreta splendidamente Cipher, la super hacker assetata di potere. Con gran sorpresa di tutti, sullo schermo e fuori dallo schermo, Dom accetta di collaborare con Cipher, ed è subito tradimento. Nel frattempo la sua squadra, tra cui compaiono i machi di Hollywood Dwayne “The Rock” Johnson e Jason Statham, si adopera per ostacolare i piani malvagi della Theron. L’azione prosegue con un mix di eventi che, per quanto spettacolari, sono ciò che di più lontano c’è dalla realtà, e una quantità eccessiva di effetti rallenty, drammaticamente irritanti. Man mano che ci si avvicina alla fine, tuttavia, le carte in tavola si mischiano, con un tentativo di plot twist che risulta però un po’ povero, dal momento che è palese, fin da subito, che le cose non sarebbero potute andare diversamente.

Il film si chiude con una nota dolce, con il richiamo all’amico Brian, interpretato da Paul Walker, scomparso tragicamente, ma resta comunque l’amaro in bocca. Il finale, di fatto inconcludente, lascia infatti spazio a un potenziale prosieguo del format a livello pressoché infinito.

Insomma, da una parte, di “fast” ho visto solo le auto, in quanto l’azione si svolge con una lentezza quasi dolorosa; dall’altra, invece, c’è decisamente troppo “furious”, con scazzottate, sparatorie ed esecuzioni che posso risultare disturbanti. Non hanno lesinato neanche sul testosterone, che sovrabbonda in maniera quasi comica, con la presenza non di uno, non di due, ma di ben tre “Big Jim” degli action movies americani. E si sa, “il troppo stroppia”.

Quindi, a tutti quelli che vogliono farsi uno shot adrenalinico fine a se stesso di auto da urlo e motori roboanti, consiglio di correre al cinema, a tutti gli altri, invece, raccomando vivamente di restare a casa.

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