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Chiara e la sua lotta per uscire dal tunnel della droga: “A Bergamo è facilissimo trovarla”

Non è facile comprendere le cause della tossicodipendenza: per cercare di capirle più a fondo Federico Agliardi, classe 2000, ha intervistato Chiara, 24 enne di Bergamo, da poco uscita dal tunnel della droga.

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La tossicodipendenza è la condizione caratterizzata dall’incoercibile bisogno di far uso continuato di sostanze psicotrope in senso lato, senza alcun riguardo per il danno che ne deriva”, cita il dizionario.

In altre parole un tossicodipendente sente il bisogno estremo di consumare, a seconda dei casi, droghe e/o alcool, sostanze senza le quali pensa di non poter vivere. Non è facile comprendere le cause della tossicodipendenza, ma certamente la scelta di fare uso smodato di droghe nasce da una condizione indesiderata, fisica o emotiva, che impedisce ad una persona di condurre un’esistenza serena.
Per capire più a fondo questo argomento ho pensato di intervistare Chiara, una ragazza di ventiquattro anni che ha provato sulla sua pelle gli effetti devastanti della tossicodipendenza, ma che alla fine, con grande coraggio, forza, costanza e determinazione, è riuscita a rialzarsi in piedi e uscire da questo tunnel.

1) Secondo te cosa spinge un uomo a fare uso smodato di droghe?
“L’uso smodato di droga è dovuto a un malessere interno e a una sofferenza, che purtroppo la persona non sa affrontare, se non attraverso la droga. Naturalmente il problema della droga è che è buona e dà un effetto di benessere”.

2) Come da un banale spinello fumato tra amici si può passare alla tossicodipendenza?
“Secondo me questo è sbagliato da dire, perché per fare in modo che una persona diventi tossicodipendente devono coesistere vari fattori, tra cui la sofferenza personale, la fragilità e l’insicurezza. Non è una cosa che succede dall’oggi al domani e sicuramente non è partendo da una canna che si diventa tossicodipendenti. Un tossico si sveglia alla mattina e le prime ed uniche cose a cui pensa sono la droga e i soldi; mangiare non esiste, vestirsi non esiste, famiglia non esiste, affetti non esistono… L’unico affetto che ha è quello per la droga, a tal punto che diventa un rapporto di coppia”.

3) Pensi che nella nostra città sia facile procurarsi della droga?
“Sì, è facilissimo. Basti pensare che Bergamo è una delle città d’Italia con maggior numero di tossicodipendenti iscritti al SerT (servizio tossicodipendenze) per numero di abitanti”.

4) Pensi che la comunità sia necessaria per uscire dalla tossicodipendenza? Come funzionano le attività di recupero all’interno di essa?
“Sì, per esperienza personale penso che la comunità sia assolutamente necessaria. In comunità ti fanno lavorare, per sconfiggere la noia, che è tipica di un tossicodipendente. La comunità ti insegna a condurre una vita normale, ti insegna la stabilità. Inoltre si passa molto tempo da soli, così da poter riflettere stando con se stessi”.

5) Che consiglio ti senti di dare ai ragazzi riguardo a questo argomento?
“A tutti i ragazzi, in particolare a quelli che stanno vivendo la tossicodipendenza, mi sento di dire questo: ascoltate la vostra famiglia, i vostri cari e cercate di affrontare questo orribile problema con lucidità”.

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