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Respinta perizia psichiatrica, a processo il presunto piromane della Val Seriana fotogallery

È stato rinviato a giudizio per incendio doloso L.B., il 73enne di Clusone: 6 gli incendi che avrebbe appiccato, 7 quelli tentati

È stato rinviato a giudizio per incendio doloso L.B., il 73enne di Clusone presunto piromane della Val Seriana. L’uomo, arrestato giovedì 30 marzo dopo l’ennesimo incendio al Ponte del Costone, che si è divorato circa 40 ettari di montagna, in questo processo deve rispondere di una lunga serie di precedenti roghi e tentativi. Sei per la precisione quelli andati a segno, 7 quelli sventati appena in tempo dai vigili del fuoco intervenuti: il sostituto procuratore della Repubblica di Bergamo Maria Cristina Rota ipotizza che ci sia la sua mano dietro alla fiamme che hanno divorato diverse zone intorno al Costone, a partire dal 24 dicembre 2014 per arrivare all’8 aprile 2015, in un’indagine con tanto di foto e celle telefoniche che lo collocano nell’area al momento degli episodi.

Un incubo che potrebbe essere terminato con l’arresto dell’anziano, difeso dall’avvocato Gianluca Quadri. L’uomo, con un passato da imbianchino, è attualmente rinchiuso in una cella del penitenziario di via Gleno a Bergamo come chiesto dal pubblico ministero Davide Palmieri (che si occupa dell’ultimo incendio). Una richiesta accolta dal giudice delle indagini preliminari Ezia Maccora, nonostante l’età, 73 anni, del’arrestato. Anche perchè nel suo passato ci sono episodi di stalking, oltre che di liti con i vicini, in particolare dopo la morte della moglie.

Nella sua abitazione gli inquirenti hanno trovato carburo e bastoncini d’incenso: secondo chi indaga aveva creato un congegno in grado di far divampare le fiamme solo dopo alcuni minuti che l’aveva gettato nel bosco, quando le bacchette di incenso erano quasi del tutto consumate e, come delle micce, toccavano il carburo per dar luogo alla deflagrazione in grado di provocare le fiamme nella sterpaglia arida, poi alimentate dal vento. Restano ignoti i motivi dei presunti roghi appiccati.

Nel corso dell’udienza preliminare di mercoledì 19 aprile, il giudice Federica Gaudino ha respinto la richiesta del legale del 73enne di un rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica. Nessun rito alternativo al processo ordinario, quindi. La prima udienza è stata fissata per il 15 maggio 2018.

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