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Foppa, così è un peccato: tra orgoglio per l’impresa sfiorata e amarezza per l’eliminazione

Si infrange al venticinquesimo punto di un infinito tie-break il sogno della Foppa di centrare la semifinale scudetto. Un’uscita a testa altissima quella delle rossoblù, da mesi menomate nell’organico, ma non nell’orgoglio, dall’assenza di Skowronska. Eppure capaci di far vivere un incubo per lunghi tratti del quinto e decisivo set alla favorita Modena, costretta ad inseguire le nostre (avanti 5-2, poi 10-8 e 12-10) fino a riprenderle e a superarle ben oltre il normale limite di gioco. Un vero peccato ma uno spettacolo che rimarrà comunque negli occhi del migliaio scarso di tifosi accorsi per la “bella”: un match da dentro o fuori che meritava certamente ben altri numeri sugli spalti.

EMILIANE TECNICAMENTE SUPERIORI – Modena nell’arco delle tre partite ha meritato il passaggio del turno, conquistando sempre più punti delle avversarie (106 a 120 anche mercoledì) in virtù di sette set su otto vinti con ampio margine. La Foppa ha però avuto il merito di concentrare nei frangenti decisivi delle sfide le energie maggiori, la giusta lucidità e le scelte tattiche migliori nello sviluppo del gioco. In tutti i frangenti tranne, purtroppo, l’ultimo, che ha visto Modena prevalere 23-25 in un tie-break fotocopia di un set regolare per la lunghezza e per le emozioni regalate. Ad un certo punto addirittura sembrava che le due squadre non volessero vincere, con punti regalati per errori grossolani o per il classico “braccino” che condizionava le stoccate dei martelli.

BRAKOCEVIC-BOSETTI DECISIVE – Detto che una partita da “pareggio” è stata alla fine decisa da un episodio, quattro tocchi nel campo di Bergamo dopo un attacco di Bosetti, alla lunga a far pendere dalla parte delle emiliane la serie sono state la maggiore concretezza dell’attacco, evidenziatasi anche mercoledì (42% contro 34%), l’incisività del servizio in particolare di Brakocevic e Bosetti, sicuramente le due migliori in campo nelle fila ospiti. Fattori questi decisivi nonostante un muro più rossoblù (18-13) e una difesa di tutto rispetto con le nostre sugli scudi. Nella Foppa eccellenti le prove di Guiggi (soprattutto a muro, 6 punti e tanto lavoro prezioso) e, per lunghi tratti, di Lo Bianco, brava a innescare i martelli più in palla nei diversi momenti del match. Tanti alti e bassi infatti per Sylla, Partenio e Gennari, che ad intermittenza hanno tenuto a galla la squadra. Minimo spazio per la giovane Battista, entrata comunque in un momento delicato del finale di terzo set e autrice di un punto pesante in attacco con il muro a due schierato. Poco da rimproverare quindi al tecnico Lavarini, in lacrime a fine match (è stata la sua ultima apparizione a Bergamo?) che ha fatto quel che ha potuto con la rosa a disposizione, arrivando davvero ad un passo, addirittura un punto (in contrattacco) dall’impresa.

IL FUTURO – Per le emiliane quindi è tempo di semifinale contro Conegliano. Per le rossoblù stagione finita e per un bilancio a mente fredda ci sarà tempo. Nel frattempo sarà fondamentale lavorare in società per confermare le migliori e gettare le basi per il prossimo campionato che dovrà riscattare una stagione difficile senza titoli in bacheca.

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