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Atalanta-Juve, tifosa delusa: “Biglietti carissimi, caro Percassi non pensare solo alla cassa”

Riceviamo e pubblichiamo la rabbia di Alessandra: "In questo modo la società fa passare un solo messaggio, che si prende gioco dei tifosi"

Atalanta-Juventus, i biglietti continuano a far discutere. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Alessandra, una tifosa nerazzurra lettrice di Bergamonews che ha scelto il nostro giornale per esprimere il proprio malcontento sui prezzi dei tagliandi per la gara di venerdì 28 allo stadio Comunale.

Ecco la sua lettera, che vi proponiamo integralmente.

Chi vi scrive è una bergamasca, giovane tifosa, appassionata di calcio e soprattutto di Atalanta.
Non sono abbonata per motivi di lavoro ma la domenica, l’Atalanta rimane il mio appuntamento imperdibile: allo stadio, tramite televisione, tramite radio, sui social network, l’Atalanta si segue.
Chi vi scrive è però anche una tifosa delusa, delusa da un mancato rispetto verso i tifosi che il presidente Percassi tanto acclama e cerca di coinvolgere sfruttando slogan che tutti sentono propri, basti pensare al motto “Andiamo all’Atalanta” che per molti è quasi una filosofia di vita.
Premetto che approvo le politiche di marketing effettuate negli anni dalla società (sogno il pitch view, guardo con ammirazione la tribuna d’onore memore dei racconti di nonno e mamma circa i Presidenti, i personaggi, i giocatori che vi hanno preso posto, esulto per i ritiri estivi che da anni si svolgono nei nostri luoghi e tra la nostra gente) così come condivido le politiche di sicurezza circa tornelli, Dea Card e trasferte organizzate. Mi sono sempre trovata bene con la presidenza Ruggeri così come accade ora con la famiglia Percassi (per motivi anagrafici ho solo questi due metri di giudizio) inutile nascondere però che ultimamente l’Atalanta è sempre più società e non solo squadra: attività marketing, store in città come punto di riferimento, scuole calcio, attività benefiche ecc. ecc.
Proprio da una società che aspira ad essere non solo gruppo sportivo ma società in quanto tale mi sarei aspettata più organizzazione per la partita in programma il prossimo fine settimana tra Atalanta e Juventus.
Ben venga privilegiare i possessori della Dea Card permettendogli di acquistare i biglietti con largo anticipo, ben venga (anche se con qualche malumore) l’aumento dei prezzi visto che si gioca con la prima in classifica, ben vengano le informazioni fornite quasi principalmente via Internet e Facebook, con il rischio che non tutti le vedano ma “mal venga” il poco rispetto per coloro che aspettavano la vendita libera, inizialmente programmata per lunedì 17 aprile (anche se non è molto agevole aprire le vendite il giorno di Pasquetta… vabbé oltrepassiamo ed organizziamoci) successivamente posticipata al 18 aprile alle ore 12, poi al 18 aprile ad orario da destinarsi fino ad arrivare ad oggi, mercoledì 19 aprile per le ore 16.
Ma non c’è solo questo:
– zero spiegazioni dalla società sui due giorni di mancata vendita ( se il problema è da imputare a Listicket, la società poteva almeno essere più chiara con i suoi tifosi);
– zero possibilità di sapere quali settori fossero ancora disponibili, necessario aspettare la riapertura della pagina di Listicket.
L’unico aggiornamento è per comunicare che i biglietti ridotti sono disponibili solo per le curve (ma come faccio a sapere se sono ancora disponibili?) ma la curva Pisani e la curva Morosini sono acquistabili solo nelle ricevitorie autorizzate (e quindi per prenderli devi macinare km perché la ricevitoria non è sempre sotto casa) e se per caso decidessi di fidarmi del “prendo quello che trovo” devo essere pronta a sborsare 100€ (tra biglietto e prevendita) per la tribuna centrale Creberg coperta che inizialmente costava tra i 35€ e i 55€.
Ci sta far passare il messaggio “costi quel che costi, è una partita imperdibile”, ma così caro presidente Percassi è un po’ esagerato e il messaggio che emerge è solamente: confusione e “voglia di far cassa”.
E per un presidente che vuol promuovere la corretta cultura dello stadio e dell’andare all’Atalanta è un pessimo biglietto da visita perché va bene che siamo meravigliosamente quinti in classifica, che giochiamo contro la Juventus prima in classifica, che si voglia riempire tutto lo stadio (cosa non impossibile basti pensare a sabato 8 aprile con il Sassuolo) ma perché prendersi gioco così dei tifosi?
Lo chiede una tifosa atalantina che ha vissuto tutto questo da spettatrice, che si è trovata a fare da tramite ad altri (magari meno tecnologici) ed è stanca di sentirsi dire “Siete la solita squadretta di provincia che vuol fare la grande ma non ne ha le competenze (in questo caso organizzative e non tattiche)”.
Caro presidente Percassi, mi rivolgo a Lei in quanto tale ma chissà se leggerà mai queste righe: se vogliamo fare le cose in grande facciamole bene perché lo stile Atalanta passa anche da questo!
Alessandra
una tifosa delusa

Commenti

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  1. Scritto da geko88

    1) i titolari della DEA Card hanno avuto più di un mese di tempo per esercitare la prelazione, che dava diritto ad acquistare i biglietti a prezzi dimezzati rispetto alla vendita libera oltre che a scegliere esattamente il posto desiderato 2) c’era tutto il tempo per richiedere la DEA Card qualora non la si avesse 3) la DEA Card costa 20€ e vale per 5 anni. Dovrebbe essere l’ATALANTA ad essere delusa da una tifosa come Alessandra, che ritiene di non dover spendere 4€/anno per una fidelity card

  2. Scritto da giovanni_androni

    D’ accordo con Alessandra sul citato “salto di qualità” che avrebbe potuto fare la società Atalanta (leggasi dirigenza) per questa partita, soprattutto come segno di rispetto nei confronti dei numerosissimi tifosi atalantini. Capisco le esigenze di bilancio ma sono sicuro che una politica di prezzi “moderati” avrebbe avuto un ritorno di immagine e di riconoscimento per la società stessa ben più alto, senza eguali come valore (non economico). Sempre forza DEA.