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Per i malati di Alzheimer Bergamo avrà presto un centro di eccellenza video

La Fondazione Carisma rinnova il proprio impegno a favore delle persone fragili, malate e anziane e lo fa con un nuovo centro di eccellenza interamente dedicato ai malati di Alzheimer.

La Fondazione Carisma rinnova il proprio impegno a favore delle persone fragili, malate e anziane e lo fa con un nuovo centro di eccellenza interamente dedicato ai malati di Alzheimer: una vera e propria residenza capace di accogliere 80 persone per far fronte a una patologia che, secondo stime, in provincia di Bergamo colpisce oltre 9mila persone.

Gleno

Una struttura con accorgimenti particolari, come le camere più grandi di quelle standard e per la maggior parte singole, con un salottino in condivisione ogni 3 o 4 unità e un grande cortile interno dove poter passeggiare circondati dal verde, in totale sicurezza.

“Fino ad oggi la medicina non è riuscita a trovare farmaci e quindi diventa importante alleviare i sintomi, con l’assistenza ma anche con un ambiente adeguato – ha commentato il presidente della Fondazione Carisma Miro Radici –. Di concerto col Comune di Bergamo abbiamo quindi iniziato questo progetto: si tratta di un reparto ad hoc, curato dallo studio Gobbi e Gritti per la parte architettonica. Per noi è un investimento importante, sui 10-12 milioni di euro esclusivamente da nostre risorse. Completa il percorso della Fondazione Carisma dalla sua nascita: ci proponiamo così come un’eccellenza in certe specificità. Non è una semplice casa-albergo ma vuole fornire una assistenza più mirata, tecnica e scientifica”.

Pieno sostegno all’iniziativa è stato espresso dal sindaco Giorgio Gori che ha sottolineato la grande attenzione riservata a una domanda crescente del territorio: “Il tema delle malattie neurodegenerative è di grande attualità. L’idea è quella di poter costruire un centro specializzato, con l’ambizione di sviluppare un’attività di studio della malattia”.

Fondamentali per la realizzazione del concept della struttura sono stati i consigli della dottoressa Gloria Belotti, geriatra e responsabile RSA e del Centro Diurno Integrato: “La nostra battaglia è la salvaguardia della dignità dei malati di demenza. Ancora oggi troppo spesso si ricorre alla sedazione farmacologica o a mezzi coercitivi che in questo senso sono fortemente lesivi. È utile, invece, creare un ambiente ‘protesico’: la fase più difficile della malattia è quando sopraggiungono deliri e tendenza al vagabondaggio. L’ideale è lasciarli andare, senza fermarli: qui si inserisce il cammino infinito, un percorso anulare continuo che scorrerà attorno alla corte centrale, dove poter camminare senza confini eliminando i concetti di inizio e fine che per il malato di Alzheimer sono dannosi”.

Dare l’idea di trovarsi all’interno di un edificio apparentemente aperto e senza limiti, dove l’esterno si trova paradossalmente all’interno e i corridoi sono percorsi senza fine, è la sfida maggiore sottoposta allo studio Gobbi-Gritti:Siamo ancora a livello di un concept ma sarà una struttura che si collegherà direttamente alla RSA tramite un passaggio coperto. Contiamo di farcela nel giro di due anni: sarà una struttura di grande eccellenza sotto ogni aspetto”.

Fisicamente la struttura occuperà una superficie complessiva di 6mila metri quadrati all’interno del parco di via Daste e Spalenga: è stata ipotizzata a forma quadrata, con una corte centrale verde e alberata di circa 40 per 40 metri.

“Il progetto si inserisce in una filiera che la Fondazione offre nella gestione dell’anziano – ha concluso il direttore generale di Fondazione Carisma Fabrizio Lazzarini -. Il modello vincente nella sanità è quello rappresentato da aziende in grado di gestire in modo integrato il percorso delle persone, che se ne prendano carico da quando la malattia inizia a dare segni di fragilità. Noi lo facciamo ogni giorno: offriamo dai servizi a domicilio all’assistenza giornaliera, dai ricoveri di assistenza intermedia alla riabilitazione fino alla residenza. Non è un progetto casuale ma un tassello che si aggiunge a un sistema e che potenzia un percorso che non si limita alla singola prestazione”.

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