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Le passioni e i mille volti di Pic Cortesi: artista a tutto tondo

Antesignano della grafica pubblicitaria in città negli anni Cinquanta, creatore nel '53 con Gianni D'Amico dello Studio Réclame - l'Agenzia di pubblicità diventata Target nel '69 - Pic Cortesi ha fondato nell'85 la New Target, azienda di riferimento sul territorio sia per l'imprenditoria privata che per le aziende pubbliche.

La mostra su Pic Cortesi che si è tenuta nel mese di marzo al Mutuo Soccorso è stata l’occasione per riscoprire un talento creativo che ha lasciato il segno nella storia della grafica e della pubblicità a Bergamo. Antesignano della grafica pubblicitaria in città negli anni Cinquanta, creatore nel ’53 con Gianni D’Amico dello Studio Réclame – l’Agenzia di pubblicità diventata Target nel ’69 – Pic Cortesi ha fondato nell’85 la New Target, azienda di riferimento sul territorio sia per l’imprenditoria privata che per le aziende pubbliche. Ma Pic Cortesi, come ha illustrato la recente mostra, è stato anche umorista, artista, fotografo, aperto alla creatività a 360 gradi.
Ne abbiamo parlato con la figlia, Francesca Cortesi, curatrice insieme alla sorella Paola del recente evento espositivo.

I rapporti di suo padre con il mondo della cultura bergamasco.
Mio padre amava il suo lavoro, la grafica e la creatività erano la sua vita. Negli anni ha intessuto rapporti duraturi con molte realtà del territorio: ha collaborato assiduamente con Bergamo 15, di cui ha curato il progetto grafico, con il Jazz Club, con il Lab 80, il TTB, il Donizetti, è stato giurato per la parte artistica al Soap box rally per tanti anni… aveva molti interessi, all’inizio voleva diventare giornalista, poi ha preso la piega della pubblicità e in questo senso si è “fatto un po’ da solo”. Le collaborazioni nascevano quasi spontanee, i contatti passavano tramite l’agenzia ma anche attraverso le amicizie comuni.

La città l’ha riconosciuto?
Sicuramente era molto noto in ambito bergamasco, era un personaggio. La mostra è stato un bel riscontro per la grandissima partecipazione di pubblico, anche di chi aveva lavorato con lui e che noi non conoscevamo. La Target fin da subito fu molto stimata, sono stati loro negli anni Settanta a iniziare la pubblicità a Bergamo. Dopo si sono anche divisi, si sono create altre realtà, ma tutti sono passati di lì.

Quali i progetti più importanti?
Quando mio padre iniziò l’attività, il panorama era più nazionale, anche a livello di clientela e di marchi. Poi con l’espansione del mercato pubblicitario, la New Target si è più localizzata su Bergamo. Tra i marchi per cui ha lavorato, la Rex, Reguitti, Saint Gobain, Cassera camicie, Lombardini, Legler, Lactis, Cam il mondo del bambino, la Banca provinciale…

I progetti cui era più affezionato?
Difficile dirlo, si appassionava a ogni progetto che intraprendeva. C’era poi tutto un altro mondo, rispetto all’ambito pubblicitario, che abbiamo presentato in mostra e che lui viveva con altrettanto impegno e intensità. La sua produzione artistica era fatta di parole, di disegni, di forme, andava dal disegno umoristico alla scultura, dalla fotografia alla mail art, alla land art. La Psicanalisi Oggettuale rimane uno dei libretti più divertenti premiato al XXI Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera nel 1969.

Che ruolo aveva l’arte per lui?
Amava creare installazioni con sassi raccolti al mare, intagliare il legno, assemblare materiali naturali dando vita a oggetti raffinati e stravaganti. Aveva realizzato un’open air gallery, una esposizione di opere direttamente nel bosco circostante la sua baia in Val di Sole, un vero e proprio studio a cielo aperto. La passione per l’arte era per lui inscindibile dall’attività professionale, tutto passava attraverso le sue sperimentazioni in un campo e nell’altro. Ogni anno inoltre confezionava pubblicazioni in edizione limitata, leggere e umoristiche, che regalava a una ristretta cerchia di amici e clienti.

C’era spazio anche per la satira politica?
L’unica serie di satira politica l’ha realizzata per il quotidiano Bergamo Oggi, rispetto alla cronaca e alla politica bergamasca. Il giornale gli mandava la notizia la sera, lui si chiudeva nel suo studio e nel giro di qualche ora sfornava la vignetta. Con quelle vignette e gli articoli che lo ispiravano ha poi realizzato un libretto documentale.

Chi si può considerare l’erede, il prosecutore della creatività di Pic Cortesi?
Beh, io faccio il suo lavoro, sono grafica – qualcosa ho ereditato. Attualmente lavoro al Teatro nazionale di Milano e quindi porto avanti parte dell’attività di mio padre, anche se in modo diverso: sono partita dal settore editoriale per arrivare a quello dell’entertainment. Anche mia sorella Paola è rimasta nell’ambito pubblicitario e lavora ancora per l’attuale New Target.

Per contatti, informazioni e approfondimenti sull’autore, www.picortesi.com

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