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Volo Barcellona-Orio cancellato, due passeggeri chiedono 600 euro di danni a Ryanair

Due passeggeri del volo cancellato il 9 aprile hanno presentato un reclamo ufficiale alla compagnia, con tanto di richiesta di risarcimento per quanto speso dopo il disservizio.

Un volo cancellato all’ultimo momento e 180 passeggeri rimasti a terra: dopo il racconto di una passeggera di quel volo, che raccontava la disavventura e i disagi tipici di una situazione come questa e la relativa replica dell’Ufficio stampa della compagnia aerea, la situazione ha subito un’ulteriore evoluzione.

Due passeggeri del volo Ryanair FR6365 da Barcellona a Orio al Serio del 9 aprile scorso hanno infatti ritenuto necessario rivolgersi direttamente alla compagnia irlandese per un reclamo e per chiedere un rimborso: una lettera che è finita anche sulle scrivanie di Enac, Federconsumatori e Codacons e che racconta risvolti e scenari differenti rispetto a quelli descritti fino ad oggi.

Le prime rimostranze dei due passeggeri riguardano le comunicazioni ricevute a terra prima e a bordo dell’aeromobile poi: “I vostri assistenti – scrivono – tra le 20 e le 23 hanno riferito che il volo era in ritardo in quanto l’aereo sul quale avremmo dovuto viaggiare non era ancora atterrato. Dopo essere stati imbarcati ci è stato riferito che quest’ultimo aveva un guasto tecnico, ragione per cui dopo più di un’ora di attesa in aereo, ci è stato comunicato che il volo era stato cancellato. Durante l’ora di attesa sull’aereo […] è stato riferito dall’hostess che il guasto tecnico persisteva già dalle 14”.

Ryanair aveva precisato che “ai passeggeri coinvolti è stata fornita la sistemazione in hotel e buoni ristoro, e indicate via email e via SMS le loro opzioni: tra cui rimborso completo, un trasferimento gratuito al prossimo volo disponibile o un trasferimento gratuito su un percorso alternativo”: citando però l’articolo 7 del Regolamento europeo 261 del 2004 i due ricorrenti ricordano che “in caso di cancellazione del volo per tutte le tratte aeree pari o inferiori a 1500km ai passeggeri spetta una compensazione pecuniaria pari a 250 euro”.

Ed è proprio questa somma la prima che si vorrebbero vedere rimborsati, insieme ai 66 euro di differenza tra quanto già corrisposto da Ryanair e quanto speso per acquistare i biglietti di ritorno in Italia con un’altra compagnia: complessivamente, comprese altre spese sostenute per far fronte alla cancellazione del volo, la richiesta è di oltre 600 euro.

“Con il presente reclamo – precisano – non si contesta di per sé la cancellazione del volo. Infatti questo è un evento che deve essere messo in conto sia dalla compagnia aerea che dai passeggeri. Ciò che si contesta è la condotta tenuta dalla Compagnia, totalmente in violazione degli obblighi di assistenza che a tratti ha leso la dignità di noi passeggeri (soprattutto di coloro che non avevano scelto di tornare a Bergamo con un volo Ryanair), costretti a stazionare tutta la domenica notte e il lunedì mattina sui sedili dell’aeroporto, senza cibo e senza acqua”.

A motivazione delle loro richieste i due passeggeri denunciano un trattamento inadeguato e con la loro azione vogliono spronare altri passeggeri di quel volo ad accodarsi alla propria battaglia, in attesa di una replica da parte di Ryanair: “Per sensibilizzare la stessa Compagnia a rivolgere un trattamento più umano e rispettoso nei confronti dei propri passeggeri e soprattutto in aderenza alle direttive comunitarie e spingere le competenti Autorità (ENAC) a sanzionare in maniera congrua Ryanair per le violazioni commesse dalla stessa”.

Nel lungo elenco presentato a Ryanair i passeggeri hanno inserito tra le altre cose l’offerta di un volo in partenza solo due giorni dopo il disservizio, la mancata ricollocazione su alcun volo del lunedì, l’impossibilità di avere cibo e bevande e la mancata sistemazione in hotel nella notte di domenica.

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