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L’Atalanta non è Papu-dipendente: la Roma trema, parte lo sprint per l’Europa

Contro la squadra che ha segnato più di tutte in casa l'Atalanta non fa barricate e cede solo di fronte al gol di Dkezo al limite del fuorigioco: l'assenza del Papu sopperita con una grande prestazione del gruppo.

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L’impossibile non esiste. Eh no, per questa Atalanta che non finisce mai di stupire.

La prima volta senza Gomez? Mai fasciarsi la testa prima del tempo, perché è la Roma che trema ed è la squadra di Gasperini che sfiora la grande impresa. E quel gol di Dzeko al limite del fuorigioco…

Va bene, giusto così, il pareggio. Teniamo conto anche dei due legni che hanno colpito i giallorossi, prima De Rossi (palo) e poi Nainggolan. Obiettivamente, un gran primo tempo nerazzurro, a sorpresa perché probabilmente tanti si aspettavano la furia giallorossa o la valanga romanista, contro questa Atalanta2. Però, un’Atalanta tutt’altro che dimessa.

E anche se non fa gol Petagna ci pensano gli altri, no? Intanto l’ariete triestino anche questa volta è uscito stremato dopo un lavoro sfiancante, a sportellate con i marcantoni giallorossi per tenere su la squadra. E solo negli ultimi minuti gli ha dato il cambio Paloschi, che essendo poco abituato alla partita non riesce nemmeno a far girare dalla propria parte certi episodi, leggi quel contropiede mancato perché la palla gli è rimbalzata sulla schiena… Quando invece avrebbe potuto presentarsi solo davanti al portiere per chiudere la partita.

Ma l’Atalanta delle sorprese e delle mille risorse ha rimesso in vetrina un Kurtic goleador (eppure lo sloveno, sempre generosissimo e anche tanto prezioso anche nell’interpretare una situazione tattica nuova come quella dell’assenza di Gomez, veniva da qualche partita meno convincente) con l’assist di Conti che contro il Sassuolo era dovuto uscire per un problema muscolare. E s’è visto quanto conta anche lui, Conti, nel meccanismo di Gasperini. Kurtic raggiunge Caldara e Kessie a quota sei e lascia a cinque Petagna assieme proprio a Conti.

E’ una cooperativa del gol, l’Atalanta. Manca il Papu? Senza paura si gioca e si mette sotto la Roma e chissà quanto è bruciato alla squadra di Spalletti, che forse si illudeva di seppellire i nerazzurri sotto una grandinata di gol, come l’Inter un mese fa. Ma il quinto posto (e fino a pochi minuti dalla fine, con la Lazio sotto a Marassi era quarto) non è certo casuale, piuttosto figlio di una continuità di risultati impressionante: la batosta di San Siro con l’Inter (scusate se la ricordiamo, almeno per fini statistici) è l’unica sconfitta nerazzurra nelle ultime dodici partite (con sette vittorie e quattro pareggi). Solo una grande continuità può permettere di continuare (appunto) a sognare l’Europa.

Non solo. La Roma è la squadra che ha segnato più di tutte in casa (43 gol con l’ultimo di Dzeko) e resistere e subirne solo uno non è stato per niente semplice. Però… L’Atalanta non ha fatto le barricate, perché altrimenti sarebbe stata (inevitabilmente) travolta. Ha giocato d’anticipo, Petagna ha liberato gli spazi per i compagni che hanno costretto la Roma a inseguire. A quel punto sono diventati dei giganti i difensori nerazzurri, da Toloi a Masiello a Caldara. Perché resistere senza perdere mai la testa è stato un capolavoro e aggiungiamo pure la prova di Gollini, che certo non doveva affrontare il Pescara come all’esordio.

Si è visto per una ventina di minuti anche l’ex oggetto misterioso Cabezas, vent’anni e un paio di iniziative promettenti. Ma deve ancora crescere. E poi un sontuoso Kessie, capace di tenere testa, fare a sportellate e anche superare spesso Nainggolan e arrivare a un passo dal gol. Sarà perché l’ivoriano piace alla Roma? Mah, intanto godiamocelo a Bergamo e prepariamoci a questo gran finale. Dove l’Atalanta non molla un colpo: ora siamo a 60 punti, qualcosa di incredibile. Non è ancora finita…

Appunto e nemmeno per le altre. Tolta la Juve, che è fuori portata, l’Atalanta se la gioca con tutte e pensate a quando arriverà la Juve a Bergamo… poi il Milan. Ora rientrerà Gomez e si dovrà fare il pieno col Bologna, per tenere blindato il quinto posto. Le milanesi se la vedano tra di loro, per il sesto.

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