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Colpito da un malore, è fuori pericolo il consigliere regionale Mario Barboni

Migliorano le condizoni del politico bergamasco, colto da un improvviso malore venerdì mentre si trovava in una palestra di Zandobbio

“E’ sveglio e lucido il consigliere regionale Mario Barboni. Il malore che lo ha colpito non ha avuto conseguenze. Prosegue lo stretto monitoraggio dei medici. Vista la situazione, non riteniamo necessario proseguire con altre comunicazioni”: è l’ultimo bollettino medico diffuso dai medici dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo sulle condizioni di Mario Barboni, il consigliere regionale colpito da un malore nella mattinata di venerdì 14 aprile mentre si trovava in una palestra di Zandobbio.

Barboni, 58 anni, consigliere regionale del Partito Democratico, era stato prontamente rianimato dal personale del centro sportivo, prima di essere soccorso dai medici fatti pervenire sul posto a bordo di un’ambulanza e poi trasportato all’ospedale Papa Giovanni. Ricoverato in terapia intensiva, le sue condizioni parevano gravi, almeno fino al positivo responso del giorno di Pasqua.

Il politico è nato a Casazza nel 1958, ed è secondo di sette fratelli. Risiede da sempre nel suo Comune di origine. È sposato con Anna, dalla quale ha avuto due figli: Chiara e Fabiano. Lavora nel settore privato e da quasi 40 anni è responsabile tecnico di un’azienda della Valgandino che opera nel settore tessile.

Nell’aprile del 2010 era stato eletto al Consiglio Regionale della Lombardia con 4826 preferenze. In Regione è stato Componente della Commissione “Cultura, Istruzione, Formazione professionale, Sport e Informazione”, della Commissione “Sanità e Assistenza” e membro segretario del “Comitato per la montagna”.

Nel 2013 è stato rieletto al Consiglio Regionale, e oggi è componente della IV Commissione “Attività produttive e occupazione”, della VII Commissione “Cultura, istruzione, formazione, comunicazione e sport” e della Commissione speciale Antimafia.

Ama molto lo sport, da giovane come praticante, anche in forma agonistica, e ora da semplice appassionato. Venerdì mattina il malore proprio all’interno di una palestra. L’utilizzo del defibrillatore potrebbe essere stato fondamentale per evitare il peggio. L’obbligo della presenza dell’apparecchio in ogni centro italiano in cui si pratichi sport, tra l’altro, era scaturito dalla morte in campo del calciatore bergamasco del Livorno Piermario Morosini, proprio cinque anni fa, il 14 aprile 2012.

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