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La Pasqua delle bombe, la Pasqua di un grido: basta rubare la vita!

Ai signori della guerra provate a essere uomini, semplici esseri umani che rispettano ogni altro essere vivente e la natura ricca di indescrivibili bellezze.

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Manca poco a Pasqua e la Terra è sottosopra. In tante regioni del mondo si spara, non si cercano accordi, non si vuol trovare la pace e qualcuno, in sfregio alla scienza, crede di risolvere il problema della crescita di uno stato ripristinando l’inquinamento, mettendolo tra i punti programmatici della sua dissennata azione.

Essere ottimisti mentre tutte queste vicende fanno regredire l’illusoria tranquillità che sembrava essere l’obiettivo di tutti i governi del mondo, ad eccezione di uno, dominato da un ragazzotto con i capelli dalla sfumatura alta, è difficile se non impossibile.

Se si chiudono gli occhi i problemi svaniscono nel buio, salvo poi ripresentarsi non appena si ristabilisce la normale condizione di luce che ci permette di vedere.

Dove va il mondo e quale destino sarà riservato alle giovani generazioni?

Qualcuno ha suggerito ai giovani di specializzarsi nel gioco del calcetto invece di compilare curricula per trovare un posto di lavoro. Campioni senza valore di questa fatta, qui in Italialand, diventano ministri nonostante si siano seduti a tavola con fior di capi di mafia capitale. Ma, ovviamente, si assume per buona l’ipotesi che non conoscessero tutti i commensali. E quale esperienza portano personaggi siffatti quando per l’intera vita han gestito i vertici delle cooperative, attenti solo a far acquisire a queste strutture il minor carico fiscale possibile con la complicità di leggi ad hoc? Non è lavoro assimilabile a tutte le altre occupazioni che pagano fior di tasse?

Intanto, di lavoro e sul posto lavoro si muore ancora e la sicurezza ha bisogno di continue revisioni e di controlli perché sia adottata come principio assoluto ed elementare. Andare al lavoro non può essere assimilabile all’andare in combattimento al fronte.

Le famiglie italiane hanno debiti nei confronti di banche e finanziarie per qualcosa più di 20.000 euro pro capite; le accise sui carburanti non aumenteranno anche se dal 2011 ad oggi sono state ritoccate all’insù per ben sette volte, provocando un rincaro del 29% del loro importo riferito alla benzina e del 46% se riferito al gasolio.

E’ Pasqua signori miei, sì, è Pasqua e se potessimo esprimere un desiderio e un augurio, vorremo che dal cielo non piovessero più bombe in nessuna parte del mondo e che, se proprio qualcosa deve cadere dalle nuvole, vorremo, con desiderio surreale, che fossero uova di cioccolato.

Vorremmo che non si distruggessero più case e ospedali, che non si rubasse la vita a chi già fatica a mantenerla a livelli decenti, a chi della sofferenza ha tavole imbandite ogni giorno e non vorremmo che si arrivasse a offrire, tramite Groupon, sconti su prestazioni sanitarie, svilendo il servizio in nome del profitto e dando chiari segnali, a chi li sa intuire, di quali margini di profitto si annidino dietro le tariffe delle prestazioni sanitarie. Per cui, se proprio non sapete che fare, comprate su internet qualche analisi del sangue o qualche ricerca dei marker tumorali.

Dove stiamo finendo?

Se i potenti della terra capissero che il delirio di eternità del quale tutti siamo affetti in modo diverso, si sgretola in un secondo davanti a eventi inattesi che ci costringono a riflettere sulla fragilità dell’esistenza, allora, forse penserebbero di utilizzare meglio il tempo che loro rimane.

Siamo tutti legati al tempo scandito da un orologio nascosto del quale percepiamo il ticchettio e che non vediamo. E questo tic tac segna il count down della nostra esistenza fino al giorno in cui al tic non risponderà più il tac e tutto si arresterà.

Dati questi presupposti, dovremmo tutti occupare il tempo in battaglie positive, prive di armi, di morti e di feriti e cercare di essere la voce dei più deboli e affamati. Chi esporta democrazia con le armi non ha conoscenza della positività sottesa a questo concetto che è sinonimo di libertà vera, di rispetto e di volontà di costruire, tre piloni che poggiano sul fragile terreno della giustizia.

La giustizia non ha colore, non puzza di gas nervino, di bombe a grappolo e non vuole essere costruita su montagne di morti. La giustizia e la democrazia non ambiscono creare imperi con infami massacri delle popolazioni che subiscono gli effetti di questi progetti demenziali.

Ricordate la meravigliosa scena del film di Chaplin, allorché il dittatore gioca con il palloncino del globo? Gli scoppiò in mano quando meno se lo aspettava. E lo stesso vale per le religioni quando si prefiggono di “convertire”al loro credo tutte le masse del mondo, ignorando il diritto di ogni uomo ad esprimere la religiosità che meglio lo concilia con la serenità e con la sua visione del futuro, allorché l’ultima pagina del libro della vita si chiuderà.

Ognuno ha diritto sacrosanto al suo Dio e alla sua fede espressa in pace e senza finalità missionarie. Dio è un fatto personale.

E allora, signori della guerra, signori del carbone e delle false verità imposte per aumentare un profitto che poi verrà dissipato nel riparare i danni provocati dalle vostre dissennate decisioni, provate a essere uomini, semplici esseri umani che rispettano ogni altro essere vivente e la natura ricca di indescrivibili bellezze.

E così, chiudo augurando Buona Pasqua a tutti, proprio a tutti, a coloro che scappano dalle macerie delle guerre, a coloro che si lamentano in un letto di dolore per le ferite inferte da guerre non volute e solo subite o da ribellioni della terra maltrattata, a quelle madri straziate dal dolore nel reggere sulle ginocchia i figli morti di bombe o di fame, altro tipo di arma letale, immagini viventi della pietà marmorea di Michelangelo.

Buona Pasqua a chi nelle corsie degli ospedali non potrà godere appieno di questa festa insieme con la famiglia e a tutte quelle persone di buona volontà che dedicano il loro impegno e la loro vita ad alleviare difficoltà e problemi a coloro che ne hanno.

Buona Pasqua a tutta la gente, sì, agli abitanti di questo pianeta, alcuni dei quali ce la stanno mettendo tutta per ferirlo e danneggiarlo, infliggendo pene e dolore a tutti coloro che non decidono e che debbono tuttavia subire le conseguenze delle scellerate azioni altrui.

Buona Pasqua anche ai politici di casa nostra, rissosi e privi di volontà vera di creare benessere e di sentirsi gente come coloro che rappresentano.

Ed infine, buona Pasqua a tutti coloro che in questi giorni non sentiranno più il ticchettio dell’orologio della vita e che attraverseranno il muro d’ombra per iniziare l’altra vita perché nulla va perso, solamente cambia stato.

E a noi tutti che ancora percepiamo la scansione del tempo, auguro di essere felici e di rinascere a nuovo splendore come succede alla natura in questo meraviglioso e dolce tempo di primavera.

L’immagine è tratta da http://satiricoamabile.blog.kataweb.it/tag/guerra/

 

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