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Piramide di libri, Mario Rondi alla galleria ViamoroniSedici

Per chi è interessato alla poesia visiva, è allestita fino all'8 aprile alla galleria ViamoroniSedici una mostra-omaggio all'autore Mario Rondi

Per chi è interessato alla poesia visiva, è allestita fino all’8 aprile alla galleria ViamoroniSedici una mostra-omaggio all’autore Mario Rondi.

L’allestimento, che ruota attorno a una “piramide di libri” pubblicati da Rondi in una vita di attività, vuole essere un riconoscimento ufficiale della duplice veste dell’autore, scrittore ed artista. Percorsi tattili e cromatici, fatti di scampoli e di fregi leggeri, si alternano a “poetry boxes” che sfruttano la tridimensione di spazi vuoti di plexiglas e giocano concettualmente con l’idea di contenitore e di contenuto di poesia e d’arte.

Autore poliedrico e infaticabile, Rondi ha al suo attivo fenomenali peregrinazioni letterarie dalla poesia al poema alla filastrocca, dalla prosa magica alla fiaba. La sua scrittura, che oscilla tra la memoria delle tradizioni e del territorio in cui è cresciuto e le personalissime invenzioni della sua fantasia, è attraversata da una “vena di umorismo dolceamaro” e rappresenta “un riuscito esempio di drammatizzazione dei nonsensi della vita moderna”, come gli ha riconosciuto la giuria del premio “I Murazzi” di Torino nel 2015.

Non nuovo a collaborazioni con le arti visive, una per tutte l’organizzazione nel luglio 2013 dell’evento “Libro d’artista” all’Ex Ateneo di Bergamo, Mario Rondi presenta in ViamoroniSedici suoi lavori recenti di poesia visiva, realizzati su carta, su stoffa, su lastre di metacrilato.

Si tratta di raffinate contaminazioni verbo-visive fondate sulla ricchezza semantica della parola poetica e sulla valenza emozionale del colore e delle superfici scrittorie: fitti collage di carte, veli di stoffe, trasparenze in metacrilato.

A venti secoli dall'”Ut pictura poesis di Orazio”, discussione è ancora aperta sul rapporto specifico tra poesia e arti visive. Una dialettica tutt’altro che esaurita, che dalla stagione sperimentale, e più fruttuosa, degli anni Sessanta e Settanta, arriva oggi alle frontiere della poesia elettronica e della computer poetry che integra testo poetico e arte dei nuovi media.

Nel solco di queste ricerche, Mario Rondi ha sviluppato in decenni di confronti e di sodalizi nel segno della letteratura e delle arti un progetto poetico totale, cioè ha sperimentato la parola nella sua totalità di forma, di suono, di senso, interessandosi moltissimo alle sfide della poesia visuale. Le opere in mostra – esplorando con vena inesausta gli ambigui territori che si aprono tra significante e significato – inseguono la magia del linguaggio tra avventurosi fonosimbolismi delle parole e imprevedibili riflessi della tridimensione.

Orari di apertura: da giovedì a sabato dalle 16 alle 19. Altri giorni su appuntamento.

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