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In teglia, nel bicchiere, coi savoiardi o col pan di Spagna: il 21 marzo è il #tiramisuday

Anche il dolce italiano più famoso del mondo ha - finalmente - un giorno tutto suo: sui social l'hastagh è già diventato virale

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Mille varianti, infinite rivisitazioni e una paternità non ancora accertata che da anni divide due regioni del nord Italia: oggi, 21 marzo, è il giorno del tiramisù.

Anche il dolce dell’antica tradizione italiana, quindi, da quest’anno ha la sua giornata di festa.

Promossa da istituzioni e da associazioni, ma anche da singoli appassionati del dessert a base di uova e mascarpone, questa giornata prevede la preparazione del piatto in contemporanea in Italia e nel mondo, condividendo poi sui social network foto e quant’altro riguardi la ricetta.

Negli Stati Uniti c’è il National Peanut Butter Day, per gli appassionati del burro d’arachidi. In Italia abbiamo il Nutella World Day (5 febbraio), ideato dalla blogger americana Sara Rosso nel 2007. Dedicato alla preparazione piemontese a base di aglio e acciughe il Bagna Cauda Day, creato ad Asti e festeggiato a fine novembre con tanto di ironico bacio della mezzanotte. Alcune ricorrenze nascono per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore del cibo, come la Giornata Mondiale del Latte, voluta dalla Fao (1 giugno) o l’International Coffee Day (29 settembre). Poi c’è il primo novembre la Giornata dei vegani e il World Pasta Day il 25 ottobre.

Ecco, adesso il 21 marzo è l’occasione di preparare o comunque gustare il dolce italiano più famoso nel mondo.

La prima ricetta è rimasta segreta in quel di Pieris per 70 anni nelle mani della signora Flavia Cosolo, figlia dello chef Mario, che ha inventato questo dolce nel suo ristorante “Al Vetturino” tra gli anni 40 e 50 del Novecento. Questo tiramisù è molto diverso da quello ormai diffuso nel mondo. Si presenta in coppa e i suoi ingredienti sono: crema zabaione, panna montata, pan di Spagna imbevuto al Marsala secco e cacao in polvere.

La primogenitura del Friuli Venezia Giulia si conferma pure nella seconda ricetta “storica”, portata alla luce dal libro e creata alle fine degli Anni Cinquanta del Novecento all’Hotel Roma di Tolmezzo dalla cuoca Norma Pielli (ormai scomparsa), i cui figli l’hanno tramandata: è quella consacrata dalla tradizione, in teglia, a base di savoiardi imbevuti nel caffè e crema al mascarpone. Poi nel 1970 è stato codificato il “Tiramesù” delle Beccherie Treviso, del tutto simile a quello di Tolmezzo, ma che ha saputo intraprendere le strade del mondo.

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